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Sei Toscana conferma: i soci versino 18 milioni Sulle quote un “invito”

Sei Toscana conferma: i soci versino 18 milioni Sulle quote un “invito”

Il cda ancora non scioglie il nodo su Cooplat ed Ecolat e va avanti con la seconda tranche di aumento di capitale

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Una doppia decisione pilatesca – anche se prevedibile – che non scioglie il nodo quote all’interno della società e tenta di sanare una diatriba con un invito alla collaborazione rivolto a chi da tempo si confronta ormai solo a colpi di carte bollate. Il cda di Sei Toscana, gestore unico per i rifiuti per Grosseto, Siena e Arezzo, conferma ai soci la scadenza del 30 settembre per versare la seconda parte dei 18 milioni di euro di aumento di capitale (in tutto 30 milioni) stabilito nel 2017. Quanto alla ripartizione delle quote, il cda «invita» i soci «alla massima collaborazione» e «a ricercare un accordo».

Questo si è deciso nella riunione di ieri a Siena e su cui erano puntati tutti i riflettori. Come è noto, in seno a Sei c’è una guerra in corso tra i soci. Il 13 agosto il Tribunale di Firenze ha dato ragione a Cooplat ed Ecolat, le due società che chiedevano di compensare i crediti vantati verso Sei nelle procedure di aumento di capitale e collocamento delle quote. Eppure, allo stesso tempo, avevano riconosciuto legittimo l’aumento di capitale. L’ordinanza del tribunale faceva scivolare in un limbo l’8% di quote ex Cooplat ed Ecolat acquistate nel frattempo da Sta.

«Il consiglio – dice Sei in una nota – pur consapevole della complessità giuridica dell’intera questione e salvi gli approfondimenti in corso, ritiene che l’incertezza relativa alla titolarità dei diritti su una parte del capitale sociale non possa far venire meno l’esigenza di dare tempestiva e puntuale attuazione alla delibera di aumento di capitale e, comunque, l’obbligo di perseguire al meglio l’interesse societario».

Per questi motivi il cda ha inviato una lettera ai soci in cui ricorda la scadenza per la sottoscrizione dei 18 milioni di euro, versando contestualmente il 25% della quota sottoscritta.

Quanto agli effetti dell’ordinanza del 13 agosto, «il consiglio – dice la società – ha deliberato di darvi attuazione» e quindi «di pubblicare il provvedimento nel registro delle imprese e di invitare i soci alla massima collaborazione e a ricercare, nel superiore interesse della società, un accordo circa l’esercizio dei diritti relativi alle quote oggetto di vendita coattiva, in modo da consentire alla società un regolare e certo funzionamento. Ferme restando le prerogative del cda e del presidente, eventualmente da esercitarsi all’esito della risposta dei soci». —

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