Il dolore
Gori: «Anche con le ali le illusioni restano sempre tali»
giacomo gori Si fa un gran parlare dell’aeroporto di Grosseto come se fosse la panacea per tutti i mali che affliggono il turismo, ma farlo credere serve soltanto a lla politica e gli abbienti. Serve...
giacomo gori
Si fa un gran parlare dell’aeroporto di Grosseto come se fosse la panacea per tutti i mali che affliggono il turismo, ma farlo credere serve soltanto a lla politica e gli abbienti.
Serve alla politica per nascondere la sua incapacità di governare un territorio dalle mille risorse che agevolerebbero pure il lavoro, se vi fosse qualcuno capace di farlo; serve agli abbienti per raggiungere la Maremma e godersi le mille risorse.
Le due categorie operano in sinergia. La prima ha volutamente perso il controllo pubblico della società (Seam, ndr) vendendo quote alla seconda, non prima di avere in mano tutte le garanzie dei proprietari graduati (evidentemente adesso comanda un graduato più graduato degli altri e con una visione sbagliata, se non vogliamo desumere che tutti i suoi predecessori si sono inventati gli storici e ripetuti dinieghi).
L’aeroporto che crea ricchezza, che segna un punto di svolta nel turismo maremmano è pura illusione. Lo dicono le circostanze, i numeri, il buonsenso. In Maremma arrivano più di un milione di turisti all’anno. Di questi, nei primi sei mesi 2018, quelli che sono atterrati a Grosseto sono 3.882, in calo del 7, 2% rispetto al 2017 e adesso si dovrà aggiungere l’ulteriore perdita dell’8% in seguito alla cessata attività della compagnia aerea svizzera Skywork, per un totale che supera il 15% di perdite. Stiamo parlando quindi di uno 0, 3-0, 4% di turisti che arrivano in aereo. Il nulla cosmico.
L’ubicazione inadeguata della pista, le attività militari, il carico di inquinanti già molto elevato a causa del Baccarini (su cui non è mai stato fatto uno studio epidemiologico), la Maremma poco antropizzata, la diffusione di agriturismi e strutture ricettive nella Piana, sono i principali aspetti che dovrebbero convincere chi ci governa a dirottare l’attenzione verso altri sistemi di trasporto: il trasporto su rotaia. Abbiamo una bella stazione in una linea strategica costiera, a pochissima distanza da Fiumicino (41 milioni di viaggiatori), ad un’ora dall’aeroporto più importante della Toscana, l’aeroporto di Pisa (5, 3 milioni di viaggiatori). È questa una parte consistente del futuro del turismo maremmano, altro che qualche facoltoso svizzero o Russo.
La politica dovrebbe lavorare per incentivare il trasporto integrato, un sistema organico, sinergico, che metta in correlazione sistemi di trasporto misti, grandi hub con linee ferroviarie e stradali. Sistemi connessi con i maggiori motori di ricerca che riescano a pianificare un viaggio nei minimi dettagli riuscendo a gestire anche pochi minuti di ritardo.
Trenitalia e Emirates Airline hanno una partnership: un biglietto unico per il trasporto integrato e coordinato tra aereo e treno per raggiungere tantissime località turistiche. E invece noi, campiamo di illusioni che, anche se con le ali, restano sempre illusioni. –
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