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Grosseto

Leonardo Marras «Che figuretta... Troppo trionfalismo Togliamo la targa»

GIOVANNA MEZZANA
Leonardo Marras «Che figuretta... Troppo trionfalismo Togliamo la targa»

Debacle svizzera: è un vortice di reazioni dal mondo politico Il sindaco: «Le nostre ambizioni non svaniscono certo ora» 

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Grosseto

Ci si era messo anche l’ambasciatore italiano a Berna, Marco Del Panta, a girare la clessidra al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare – il generale Enzo Vecciarelli– perché dicesse sì alla chance, per la Maremma, messa sul piatto dagli svizzeri della Skywork Airlines: sì a una deroga ai voli di linea per lo scalo di Grosseto, imbrigliato dalla vicinanza della base militare. E il nulla osta arrivò, come il primo volo Berna-Grosseto. Venne accolto da tutti come un successo di tutti, come un’esperienza pilota di cui fare tesoro. Perché per la prima volta – a Grosseto – si era fatta squadra: dal Pd alla giunta comunale di centrodestra. Oggi però, alla luce dello “scippo” del primo volo di linea, la prospettiva per qualcuno cambia, per altri invece rimane promettente.

«che figura»

«E una notizia che lascia di stucco – dice Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale, che aveva scritto al generale Vecciarelli – Quando l’ambasciatore svizzero raccomanda l’affidabilità di una società, vai sul sicuro. Poi scopri che quella che tutti abbiamo salutato come una prospettiva di sviluppo concreto di Seam, è una bolla di sapone. Abbiamo fatto tutti, me compreso, una figuretta. Proporrei di togliere la targa celebrativa dentro all’aerostazione che, con forse troppa enfasi mediatica, abbiamo affisso il giorno del primo volo. E di evitare, se ci fossero nuove iniziative, lo stesso cerimoniale trionfante».

«le aspirazioni non svaniscono»

«È un fulmine a ciel sereno – commenta il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che venne contattato dal Capo di Stato Maggiore con un’amichevole telefonata che anticipò il buon esito dell’operazione – Non c’erano state avvisaglie, la compagnia pareva solida e c’erano in corso trattative per nuove destinazioni; si è trattato di un evento non prevedibile; e ci dispiace per i viaggiatori. Ma le nostre ambizioni per l’aeroporto non terminano oggi: la Seam è una realtà sana che non avrà ripercussioni; già erano attivi contatti con altre compagnie per nuove rotte. Crediamo nello scalo come strumento strategico di sviluppo del turismo».

l’ambasciatore senza parole

La notizia dello stop di Skywork ha riaperto i contatti con l’ambasciata italiana a Berna, il cui interessamento con la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno aveva dato il via all’operazione: «Anche l’Ambasciata dichiara grande stupore – commenta il presidente Riccardo Breda – La compagnia bernese forniva quasi il 60% di tutti i voli della capitale svizzera. Per noi ha una duplice ricaduta per il territorio: per Grosseto e per l’Elba. La speranza è che la situazione di Skywork possa essere ricomposta e la compagnia possa presto tornare ad operare: ci permetterebbe di proseguire un percorso che ha dato grandi riscontri».

ALL’ATTACCO

«Ad aprile, il sindaco di Grosseto – dice Carlo De Martis, capogruppo Lista Mascagni in consiglio comunale – rivendicava il merito dell’operazione. Oggi cerca di chiamarsene fuori fino ad afferma che: “È un fulmine a ciel sereno, la compagnia pareva solida”. Peccato che a ottobre l’Ufficio federale svizzero per l’aviazione civile avesse limitato l’operatività della Skywork per l’incapacità della compagnia di far fronte agli impegni finanziari». «Mi chiedo come sia stato possibile – valuta Leonardo Culicchi, segretario comunale del Pd – puntare su una compagnia i cui problemi sembravano essere noti dal 2017. E poi quali sono stati i ritorni commerciali di questi pochi mesi di attività? L’’annuncio della rotta aveva lasciato non poche perplessità negli operatori turistici». –

GIOVANNA MEZZANA

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