Sicurezza
«Sei deve cambiare tutto» Attacco frontale dai 5 Stelle
Giannarelli e Migliorino spaziano dai disservizi ai disagi fino al nodo per i lavoratori Critiche ai cassonetti intelligenti: «Un errore madornale, le cifre lo dimostrano»
firenze
I disservizi nella raccolta, i disagi per gli utenti, i costi, i dipendenti rimasti senza lavoro, senza contare tutti i dubbi legati ai cassonetti intelligenti. Il Movimento 5 Stelle regionale attacca a tutto campo Sei Toscana in vista della riunione del consiglio d’amministrazione in agenda per venerdì, quando sarà votato il nuovo piano industriale.
Un appuntamento davanti a cui «ci troviamo dinanzi a uno scenario tutt’altro che rassicurante», dice il consigliere regionale Giacomo Giannarelli. Un intervento, quello pentastellato, per chiedere al «gestore che ha in carico il servizio integrato dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto un cambio di direzione rispetto al percorso intrapreso – dice Giannarelli - Il gestore ha un contratto fino al 2034, con un appalto da circa 3,5 miliardi di euro, scarica ogni costo facendo lievitare le tariffe imposte ai cittadini, opera in condizioni di monopolio e non deve affrontare alcun rischio d’impresa. Eppure Sei è riuscita a maturare un disavanzo di circa 4,5 milioni. Ci domandiamo come sia possibile».
Ma i punti da mettere a fuoco sono diversi per i 5 Stelle, partendo da quelle che chiamano «scelte inopportune» e che toccano da vicino la Maremma, come i cassonetti intelligenti. «Le parole dell’Ad Marco Mairaghi riguardo la necessità di puntare sui cassonetti cosiddetti intelligenti a discapito di un investimento sulla raccolta dei rifiuti porta a porta – prosegue Giannarelli - ci hanno lasciati basiti: non solo si tratta di un errore madornale, così come ampiamente dimostrato dai numeri legati a costi e risultati, ma non è neppure lontanamente nelle competenze del gestore che dovrebbe limitarsi a svolgere il proprio compito senza interferire su scelte che invece sono di completo appannaggio delle istituzioni e degli organi preposti».
C’è poi il nodo dei lavoratori, che non potrà essere risolto – come ipotizzato – da un’eventuale convenzione con le coop, in quanto, per legge, come spiega l’avvocato Donella Bonciani, «l’oggetto sembra non poter essere costituito dall’esecuzione di lavori pubblici, né dalla gestione di servizi pubblici locali di rilevanza economica». I 5 Stelle spediscono al mittente anche le accuse di Sei quando sostiene che i lavoratori in somministrazione hanno perso il posto in seguito al Decreto Dignità. «Atto che è stato strumentalizzato da chi aveva la sola intenzione di penalizzare i lavoratori scaricando la responsabilità dell’accaduto sul governo», dice il deputato Luca Migliorino.
Qual è una via d’uscita quindi? «Occorre – conclude Giannarelli – dar vita a un nuovo piano regionale che superi gli interessi dei proprietari d’inceneritori e discariche, attribuendo ai comuni solo le funzioni di raccolta e spazzamento con un controllo diretto dei cittadini». —
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