«Pochi turisti e stagione al palo Manca un progetto politico»
LA LETTERAguido del gizzo*L’altra sera ho ricevuto una foto via Whatsapp da un amico che si trovava a Kioni, porticciolo ignoto ai più, situato in una piccola baia a nord di Porto Vathi, nell’isola...
LA LETTERA
guido del gizzo*
L’altra sera ho ricevuto una foto via Whatsapp da un amico che si trovava a Kioni, porticciolo ignoto ai più, situato in una piccola baia a nord di Porto Vathi, nell’isola di Itaca, con un moletto che ospita meno di trenta imbarcazioni, che aveva le quattro taverne zeppe di turisti e mostrava l’animazione tipica di fine estate.
Il problema è che io ero a Talamone, antico e bellissimo borgo della Maremma meridionale, in condizioni meteorologiche perfette, dove il porticciolo ospita circa 350 posti barca, che era invece praticamente deserto.
Itaca non dispone di un mercato potenziale di circa 10 milioni di persone e tre aeroporti internazionali nel raggio di 150 km, come è invece il caso della Maremma (province di Roma, Firenze, Siena, Pisa e Livorno; aeroporti di Roma, Firenze e Pisa) e ci si arriva prevalentemente in barca: eppure la sua offerta turistica funziona e attrae; la nostra invece no.
Leggo sempre con attenzione gli articoli di Massimiliano Frascino sul Giunco e quello del 19 agosto, dedicato, con giusto tempismo, alla pessima stagione turistica 2018 in Maremma, indica i tre temi da affrontare, secondo lui: infrastrutture di collegamento, infrastrutture che qualificano l’offerta turistica, rapporto qualità/prezzo dei servizi turistici.
Temo che la faccenda sia meno semplice e “tecnica”.
La Maremma è ben collegata: l’Aurelia (sicurezza a parte) è sovradimensionata, attualmente, rispetto al volume di traffico che deve sostenere; così la Siena - Grosseto, intasata, forse, dieci giorni all’anno.
I luoghi dove organizzare spettacoli ed eventi sono numerosi e affascinanti, ma sottoutilizzati; lo splendido sito di Roselle quest’anno non raggiungerà le 20mila presenze.
Il rapporto qualità/prezzo dei servizi offerti, invece, peggiora da oltre vent’anni senza che nessuno ci faccia caso.
Il problema è il vuoto assoluto di progetto politico, è una classe dirigente latitante, che delega i propri compiti all’esterno: così il tema dell’ambiente è coperto dai “puliamo il mondo” di Legambiente, la promozione dei prodotti tipici da SlowFood e, quasi sempre indegnamente, da sagre intente a somministrare prodotti surgelati; infine, di recente, sembra che lo sviluppo economico dovrebbe fare perno sulla Camera di Commercio.
Intanto il Comune di Orbetello, dopo aver demolito il Tuscany Bay, con il Florida chiuso da quattro anni e non pago della “Festa della Schiuma” di Talamone, propone per il litorale maremmano un’estetica da parcheggio di supermercato in area metropolitana, promuovendo l’installazione di variopinti parchi acquatici gonfiabili lungo la costa. Evviva! Eppure, personalmente sono molto ottimista sul nostro futuro. Sono convinto che basterebbero 5 anni di governo esercitato da personale semplicemente di buon senso per proiettare il nostro territorio verso un avvenire di prosperità diffusa: coraggio, è un obiettivo alla nostra portata. —
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