Sicurezza
Maltrattamenti all’asilo, la Procura generale fa ricorso
Ravvisata la mancata applicazione delle misure accessorie, cioè le interdizioni Due imputate hanno intanto presentato appello
GROSSETO
Il sostituto procuratore generale di Firenze Vilfredo Magnani ha presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza di condanna delle quattro maestre di asilo, per il reato di maltrattamento di bambini tra i 12 e i 24 mesi di età.
Azzurra Marzocchi, la titolare, e Manuela Seggiani, la socia, erano state condannate a 2 anni ciascuna, Costanza Mori e Alessia Berti a 1 anno e 6 mesi (tutte e quattro con doppi benefici) al termine del processo con rito abbreviato concluso a gennaio scorso davanti al giudice dell’udienza preliminare (rito abbreviato). La Procura fiorentina rileva la mancata applicazione delle misure accessorie, cioè le interdizioni. Nel frattempo, hanno presentato appello contro la condanna (le motivazioni erano state depositate il 18 giugno) anche i difensori di Mori e Berti, gli avvocati Carlo Valle e Angela Porcelli: è stata chiesta la riforma della sentenza, con la dichiarazione di assoluzione delle imputate e l’annullamento conseguente delle statuizioni civili. Nella sentenza, il giudice Marco Mezzaluna aveva demandato comunque al giudice civile la liquidazione del danno in favore delle 33 famiglie costituitesi parte civile insieme al Comune di Grosseto. Tutte e quattro erano state comunque assolte («il fatto non sussiste») dall’accusa di abbandono di minori.
L’inchiesta era venuta alla luce nell’aprile 2016 con l’esecuzione delle misure cautelari, perché titolare, socia ed educatrici stavano applicando - secondo l’accusa - il cosidetto “metodo azzurriano”, che prevedeva «comportamenti riconducibili ad abusi, diffusi e gravi, seppur non si sia trattato di un lager», come ha detto il pm nella requisitoria. Fatti emersi dopo che la vicenda era stata portata a conoscenza della polizia di stato: per 40 giorni a cavallo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 le telecamere nascoste nell’asilo dalla polizia giudiziaria avevano ripreso i movimenti, in tre ambienti diversi. L’analisi dettagliata aveva consentito di attribuire volti e presunte responsabilità. — P.S.
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