Lutto
Una pineta maremmana in noir per la graphic novel da Scerbanenco
Messaggero Veneto e Visual Lab del gruppo Gedi firmano un delizioso racconto per immagini tratto dal maestro del giallo
GROSSETO. La pineta della costa grossetana si tinge dei colori del noir grazie al maestro indiscusso del giallo italiano, Giorgio Scerbanenco, ai disegni di Giovanni Barberis e a un’iniziativa del Messaggero Veneto e del Visual Lab del gruppo editoriale Gedi, di cui Il Tirreno fa parte.
Aspettando la ristampa con la casa editrice La Nave di Teseo, il delizioso racconto dello scrittore “In pineta si uccide meglio”, contenuto nell’antologia “Milano calibro 9” (1969), diventa una graphic novel multimediale, che si può leggere anche sul sito internet del Tirreno a questo link.
In una fredda notte tre giovani in smoking, usciti dal locale “La Giraffa” di Grosseto dove hanno appena suonato, camminano in fila indiana lungo la rete di recinzione che costeggia la pineta. «Attenzione: pericolo grave di smarrirsi nella pineta. Attenzione: vipere», recita un cartello. Il posto perfetto per nascondersi. Intanto qualche chilometro più a sud i giornali stanno battendo la notizia: un carabiniere è stato ucciso dal gruppo “Le Roselline”. Ma il sangue scorrerà ancora, nella fitta boscaglia, sotto gli occhi di civette, gechi, farfalle e altri animali notturni, indifferenti testimoni dei delitti. «Un teatro eccezionale per questi crimini, la pineta – spiega Giovanni Barberis, che ha realizzato le tavole –. E per me, che sono appassionato di disegno naturalistico, è venuto da sé di mettere in ogni tavola un elemento naturale, un animaletto che assiste indifferente, creando un effetto sinistro».
Già scelta da Carlo Fruttero e Franco Lucentini come quinta per il romanzo “Enigma il luogo di mare” e ispirazione per alcuni racconti di Italo Calvino, la pineta maremmana accoglie ora i delitti nati dalla fantasia di Scerbanenco.
Il bosco uscito dalla matita di Barberis è «un luogo e un tempo qualunque», spiega il disegnatore. Scerbanenco, dal canto suo, si era ispirato alla pineta di Lignano Sabbiadoro (Udine), la cittadina friulana dove lo scrittore ha vissuto e a cui era particolarmente legato, tanto da averci scritto alcune delle sue più importanti opere. Il suo archivio si trova proprio nella locale biblioteca.
La pineta di Lignano era poi diventata, nel racconto, la pineta di Camp Derby, tra Livorno e Pisa. «È stata la figlia, Cecilia Scerbanenco, a scegliere che fosse la pineta di Grosseto», spiega Barberis.
La stessa Scerbanenco – curatrice dei libri del padre, traduttrice e fondatrice e responsabile degli Archivi Scerbanenco – ha curato la supervisione della graphic novel, il cui progetto editoriale è di Marianna Bruschi e Daniela Larocca.
Alle tavole in bianco e nero di Barberis, “macchiate” qua e là di colore, il Visual Lab del gruppo editoriale Gedi ha dato poi dinamica e movimento (con grafica e sviluppo a cura di Paola Cipriani e Eva Csuthi).
Il risultato è piccolo gioiello tra letteratura, grafica e animazione, una graphic novel presetato il 27 agosto al Lignano Noir Festival, in corso a Lignano Sabbiadoro, che è dedicato proprio a Giorgio Scerbanenco. —
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