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Grosseto

tribunale 

Non oro ma acciaio Truffa in gioielleria, pena di 16 mesi

P.S.
Non oro ma acciaio Truffa in gioielleria, pena di 16 mesi

Un cliente si era presentato offrendo un paio di orecchini e un braccialetto, ottenendo altri monili (questi invece autentici) in permuta

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ORBETELLO

Un anno, 4 mesi e 600 euro più le spese processuali. È la pena, adesso irrevocabile, per Antonio Di Sauro, viareggino di 51 anni, accusato di truffa per quanto avvenuto il 10 ottobre 2011 alla gioielleria Sabatini di corso Italia a Orbetello. Qui, secondo l’imputazione, Di Sauro avrebbe offerto un paio di orecchini e un braccialetto che a suo dire sarebbero stati in oro bianco: sarebbe stato invece di altro metallo, pur riportando la timbratura 750. Il commesso aveva acconsentito alla permuta con due bracciali in oro giallo per 835 euro. Furono presi gli estremi del documento di identità e la vendita fu perfezionata. Ma al mercato dell’oro di Arezzo, giorni più tardi, i monili risultarono essere di acciaio, come accertò un ausiliario di pg nominato dai carabinieri in seguito alla denuncia dei gioiellieri. Gli stessi militari esaminarono anche i filmati del sistema di videosorveglianza. Fu poi positivo il riconoscimento fotografico, mentre in dibattimento - a cinque anni di distanza - i testimoni non sono stati in grado di riconoscere il cliente nelle immagini.

Il giudice Andrea Stramenga nelle motivazioni ritiene giustificabile il mancato riconoscimento ma ritiene anche Di Sauro responsabile del reato, sia sotto il profilo oggettivo che sotto quello soggettivo: «il fatto che egli abbia lasciato il proprio reale nominativo e un documento di identità non è in contrasto con la sussistenza dell’elemento psicologico doloso del reato di truffa, in quanto è ben possibile che Di Sauro sperasse comunque che il suo raggiro non venisse mai scoperto dalla Sabatini e quindi di farla franca».

Il giudice non riconosce le attenuanti generiche, in considerazione dei precedenti per reati contro il patrimonio, né concede la sospensione, proprio in considerazione del casellario giudiziale. — P.S.

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