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Caravaggio, volano denunce «Macché farsa delle ossa Noi ve lo dimostreremo»
LA POLEMICANuovo capitolo sulla querelle legata al Caravaggio. A ribattere alle dichiarazioni del professor Tomaso Montanari è Silvano Vinceti, responsabile del Comitato Nazionale per la...
LA POLEMICA
Nuovo capitolo sulla querelle legata al Caravaggio. A ribattere alle dichiarazioni del professor Tomaso Montanari è Silvano Vinceti, responsabile del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali.
«Per tutelare la dignità e professionalità dei ricercatori coinvolti – dice Vinceti – stiamo valutando di procedere a una querela per diffamazione nei riguardi di Montanari». Quest’ultimo ha messo in dubbio la veridicità dell’appartenenza delle ossa al Merisi, secondo lui «un falso sconcertante». Vinceti ribatte duro. «La farsa eccezionale è quella di Montanari – dice – che attribuisce l’etichetta di “incompetenti, se non veri e propri imbroglioni, a stimati professori e ricercatori di tre importanti università italiane». Vinceti difende la genuinità delle ricerche rese note nel 2010 quando fu annunciato il ritrovamento delle ossa del Caravaggio, a lui appartenute con l’85% delle probabilità. «Se Montanari avesse acquisito i risultati degli esami compiuti dalle Università di Bologna, del Salento e dell’Aquila – dice Vinceti – forse avrebbe evitato di fare dichiarazioni come quelle. Se avesse un minimo di rispetto per professori e ricercatori universitari, alcuni dei quali stimati in Europa, non li avrebbe etichettati come falsificatori di ricerche scientifiche. Noi come Comitato vogliamo far emergere la verità di quest’indagine e andremo fino in fondo. Si vedrà chi ha messo in scena una farsa eccezionale, un falso sconcertante».
Giorgio Gruppioni, ordinario di antropologia forense nel dipartimento dei Beni Culturali di Bologna (sede di Ravenna) ha collaborato con Vinceti e apre a un dibattito. «Ritengo sconcertante – dice - che uno storico dell’arte, senza conoscere nulla della ricerca salvo le notizie sintetiche uscite sui media, si permetta di fare tali dichiarazioni offensive e denigratorie. Prima di affermare che una ricerca è falsa la si studia attentamente, se non si è esperti della materia ci si appoggia a specialisti. Poi si fa una contro-ricerca o si portano argomentazioni serie e fondate per sostenere che questa ricerca è un falso sconcertante. Come coordinatore della parte antropologica della ricerca sui resti mortali, sono pienamente disponibile a un confronto pubblico da realizzare a Porto Ercole. Confronto in cui si dovrà entrare nel merito della ricerca portando seri argomenti contrari e non parole al vento offensive e gratuite. Predisporrò un dossier da distribuire ai partecipanti». —
ANDREA CAPITANI
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