La protesta
Bonus rifiuti Un’odissea di oltre un anno per ottenerlo
Una cittadina grossetana porta una tonnellata di inerti all’isola ecologica ma dal 2017 aspetta risposta. Il Comune: «Ritardo imputabile a Sei»
Ha portato da sola secchi di calcinacci per l’esorbitante peso di una tonnellata in totale, e li ha scaricati all’isola ecologica di Sei Toscana in via Zaffiro, fiduciosa di ottenere il bonus rifiuti previsto dal Comune e pari al 30% della quota variabile del tributo. Ma mai avrebbe pensato che la fatica maggiore sarebbe stata ottenerlo, quel bonus.
Tutto inizia nell’estate del 2016 quando Valentina, grossetana, compra casa e la ristruttura. Calcinacci, mattoni e piastrelle li porta con diversi viaggi in via Zaffiro, dove ogni volta l’addetto pesa e prende nota. A casa finita – marzo 2017 – Valentina scrive all’ufficio Ambiente del Comune per sapere come chiedere il bonus. Scrive anche a Sei, che le risponde di rivolgersi al Comune.
Passano i mesi, senza che l’ente batta un colpo. Ad anno nuovo Valentina torna alla carica. «In un’email del 19 gennaio il servizio Ambiente mi dice che stanno “definendo le procedure per l’assegnazione del bonus” e mi chiedono le ricevute rilasciate all’isola ecologica – spiega –. Ma a me non hanno mai rilasciato niente». Sei conferma: «A quel tempo non vi era la possibilità di stampare lo scontrino». Comunica però la quantità: mille chili.
Valentina fa un’autocertificazione e riscrive all’ufficio Ambiente. Dopo un mese l’ufficio dice che prima di procedere devono «verificare alcune cose con Sei Toscana»; e ancora il 15 febbraio ribadisce che «la strada da intraprendere per la concessione del bonus è ancora in fase di elaborazione».
Incredula e stanca, la donna bussa all’ufficio Tributi. «Come cittadina – dice – credo di aver diritto ad avere gli strumenti per comprendere la questione ed eventualmente attivarmi se riconoscessi una mancanza o un trattamento diverso nel mio caso». L’ufficio Tributi conferma che il bonus esiste ma lo eroga il servizio Ambiente. Seguono email su email e perfino un incontro con un impiegato e l’assessora.
La pratica viene infine protocollata il 20 giugno, ma è in stallo. L’autocertificazione, pare, non basta: serve la conferma di Sei. Che però, dice il Comune, non risponde. Valentina scrive altre mail, protesta. Ma nulla. Alla fine si rivolge al Tirreno.
Il quotidiano ieri ha chiesto spiegazioni al Comune. Che risponde che «proprio due giorni fa è stata protocollata la certificazione dell’Ato Rifiuti sul conferimento della signora» e che i ritardi sono «imputabili alla domanda incompleta per la mancata comunicazione del gestore della quantità di materiale conferito». Il rimborso è stato comunque quantificato e, non appena l’autocertificazione sarà confrontata con la certificazione di Sei, se tutto torna il Comune erogherà il bonus, con un bonifico.
Ma alla fine quanto sarà il bonus? «18 euro», dice il Comune. Poco? Tanto? Nel 2014 – anno a cui risale l’ultima notizia sul bonus comunicata dal Comune – il bonus spettò a 440 grossetani con punte di 130 euro. —
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