Proteste
Strade pericolose, rotte e “lontane” dal mare: proteste a Rosmarina
Abitanti esasperati e pronti a rivolgersi alla magistratura: "Paghiamo un sacco di tasse ma il servizio non c’è"
MARINA DI GROSSETO. Un po’ sono spaventosamente rovinate, piene di buche, di radici di pini e pericolose con qualunque mezzo le percorri. Un po’ sono organizzate in modo quanto meno curioso, con un sistema di sensi unici che non permette di raggiungere il mare se non uscendo dal quartiere. E poi sono sporche, male illuminate, sotto pini che perdono rami secchi – che finiscono sulle auto e sulle teste delle persone – e tanto strette da costringere ad arzigogolate manovre per curvare.
Sono le strade di Rosmarina – quartiere immerso nella pineta nella zona nord di Marina di Grosseto – di nuovo nel mirino degli abitanti. L’ultima volta che il Comune le ha rifatte di sana pianta è stato per la visita del Papa in Maremma. Non quella di Francesco a maggio; quella di Giovanni Paolo II, 29 anni fa. Qualche ritocco si è visto nel tempo, ma l’asfalto, senza la necessaria manutenzione, si sbriciola puntualmente. Le proteste degli abitanti, innumerevoli negli anni e accompagnate da puntuali fotografie che documentano lo sfacelo, sono diventate ormai un disco rotto. Eppure a Rosmarina nessuno ha intenzione di mollare. «Perché qui le tasse comunali le paghiamo e sono un sacco di tasse per non avere un servizio», lamenta Maria Bartalucci. La signora ha casa in via dell’Argentario dove trascorre le vacanze. E ogni estate è sempre peggio. Così quest’anno ha raccolto il malcontento dei vicini e si è presentata alla Municipale. «Mi hanno detto di aver già ricevuto una petizione quest’estate e di averla girata al Comune», spiega. Che fine abbia fatto non si sa.
Che le strade di Rosmarina siano pericolose lo può sperimentare chiunque, basta passarci, ma occhio alle sospensioni. Ci sono crateri, come in via delle Rocchette, tratti dove affiorano i sassi della massicciata come in via dell’Argentario, dossi dovuti ai pini come in via del Parco. Davanti a casa Bartalucci una radice provoca un rialzamento di 8 centimetri. E non è l’unico problema.
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Via dell’Argentario corre su due corsie separate. All’altezza dell’incrocio con via della Gorgona – dove si trova la casa della signora Maria – c’è un passante che consente a chi entra da viale Montecristo di arrivare in via del Parco o tornare indietro. Ebbene, per reimmettersi in via dell’Argentario direzione centro, la curva è talmente a gomito e con un pino nell’angolo che, quando l’area è zeppa di auto parcheggiate, servono una o più manovre per imboccare la strada. E questo ha finito con il deteriorare ancora di più l’asfalto, per non parlare di chi prende male le distanze e finisce con il danneggiare il muretto del giardino. «L’altro giorno un’ambulanza ha dovuto fare diverse manovre», segnala la signora.
Oltre alla manutenzione che manca, sulle strade gli abitanti hanno anche altre lagnanze da fare. Tutte quelle interne al quartiere conducono in viale Montecristo grazie a un sistema di sensi unici che non consente di raggiungere via delle Colonie e da lì il mare.
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Tocca per forza finire in una grande arteria trafficata che si potrebbe facilmente evitare. Anche chi è in bicicletta è costretto a ritrovarsi nel traffico. Più spesso ci si arrischia contromano. «Eppure qui la stragrande maggioranza delle persone ci viene d’estate per andare al mare e la bici è il mezzo più usato. Possibile che sia così difficile capirlo?». L’elenco delle doglianze è lungo e riguarda anche i lampioni (ultimamente sono spenti dalle 22 e si accendono alle 10...) e la pulizia. Per questo gli abitanti sono pronti a presentare un esposto alla magistratura. —
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