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Ex Sitoco, nessuna soluzione Laguna Azzurra è in standby

Ivana Agostini
Ex Sitoco, nessuna soluzione Laguna Azzurra è in standby

Il sindaco Casamenti informa che la proprietà è in attesa di una risposta dal ministero Intanto Marras (Pd) sollecita  il consiglio regionale

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Le polveri sono tornate ad alzarsi dal bacino della ex Sitoco di Orbetello Scalo. Nei giorni scorsi, dall’ex stabilimento di concimi chimici, si sono sollevate le polveri bianche nonostante la stagione non sia stata siccitosa come lo scorso anno quando il problema si era presentato allarmando tutti i residenti della frazione.

Ecco perché il consigliere regionale capogruppo Pd Leonardo Marras, ha promosso un’interrogazione a risposta scritta al presidente del consiglio regionale. Chiede «se sia a conoscenza degli episodi di innalzamento delle polveri nell’area ex Sitoco segnalati nei giorni scorsi e se ritenga opportuno promuovere ulteriori controlli, anche tramite Arpat, per verificare lo stato del sito e la consistenza dei fenomeni, anche con riguardo all’eventuale pericolosità delle particelle contenute nelle polveri».

Marras chiede anche ragguagli sullo stato di attuazione dei rimedi preannunciati dalla proprietà, la società Laguna Azzurra, finalizzati a evitare l’innalzamento delle polveri mediante la copertura di parte dell’ex sito industriale. E vuole anche chiarimenti su messa in sicurezza, bonifica e riqualificazione delle aree inquinate: quale sia lo stato dei lavori e cosa sia stato fatto con particolare riferimento a ciò che era segnalato di immediata attuazione.

Nel frattempo è il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti a spiegare ai cittadini a che punto siamo. «Quest’anno c’è stato un solo sollevamento a causa della tromba d’aria che ci ha sfiorato – dice il sindaco in una nota – Ad aprile è stata provata una colla che doveva formare una sottile crosta ma che non ha funzionato. A maggio la società ha presentato un progetto per la copertura della superficie con dei teli zavorrati. Il ministero dell’ambiente – aggiunge Casamenti – ha autorizzato i teli ma non lo zavorramento. Il 24 luglio è stato presentato un nuovo progetto di contenimento delle polveri mediante bagnamento. La proprietà è in attesa della risposta del Ministero». –



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