Gioco
La lunga notte degli sfollati tra le brandine del palasport
Una ventina di famiglie allontanate per precauzione dalla zona del rogo Le fiamme, partite da un fulmine, sono state spente nel corso della notte
Un fulmine che ha colpito le sterpaglie in una zona impervia. E il maltempo ha fatto il resto, non permettendo un rapido intervento dall’alto necessario in questo tipo di incendi. Il grosso rogo che ha interessato dal pomeriggio di lunedì la zona dell’Argentiera, dei Cannatelli e della Valle del Castagno all’Argentario è stato spento solo nella notte, con le operazioni di bonifica che sono andate avanti poi per tutta la mattinata di ieri grazie all’ausilio degli elicotteri.
Un incendio che ha tenuto impegnate molte forze di terra - a partire dai vigili del fuoco di Orbetello e Grosseto, la protezione civile, l’associazione La Racchetta, la polizia municipale, i carabinieri, i volontari del Cvt - che si sono dovute prodigare per riuscire a domare le fiamme. Che in serata si vedevano alte e nitide anche dalla zona del Campone, dove era presente il presidio delle autorità e del sindaco Franco Borghini, dopo aver scavalcato il fronte opposto durante il tardo pomeriggio. Nella notte sono rimasti a presidiare e controllare la zona una ventina di uomini, con due elicotteri della Regione che alle prime luci dell’alba si sono alzati in volo per spegnere i focolai rimasti. Alla fine sono bruciati circa una decina di ettari di macchia.
L’incendio, sviluppatosi nei dintorni della strategica torre dell’Argentiera che sovrasta Porto Santo Stefano e il Pozzarello, ha reso necessaria anche l’evacuazione di una ventina di famiglie dalle proprie abitazioni, oltre a 20 turisti che avevano affittato una casa nei pressi della costruzione. Per lo più tedeschi (17, con 5 minori), ma anche una ragazza italiana che, con il suo compagno spagnolo, ha deciso di passare qualche giorno di vacanza all’Argentario. «Ho prenotato un appartamento per due giorni sotto la torre dell’Argentiera - racconta Cecilia Riccioli - Non eravamo in casa quando è scoppiato l’incendio ma in spiaggia, al Mar Morto. Mentre stavamo tornando, proprio perché bisogna risalire, abbiamo visto le fiamme. Pochi minuti dopo siamo arrivati all’inizio della strada che avremmo dovuto prendere per andare a casa, ma le forze dell’ordine ci hanno fermato perché da là non potevamo proseguire. Il Comune ci ha ospitato al palazzetto e dato da mangiare e da dormire, anche se avremmo sperato di tornare a riprendere le nostre cose già durante la notte, ma non è stato possibile». Durante la serata il Comune e l’Argentario Basket hanno aperto le porte del palazzetto dello sport in località Pispino per passare la notte, dando un pasto caldo ai 20 sfollati e allestendo delle brandine fornite dalla protezione civile. Le altre 30 persone, tutte residenti sul promontorio, hanno invece trovato sistemazione per la notte di lunedì da amici e parenti. «L’incendio si è sviluppato da un fulmine - spiega il sindaco Franco Borghini - Sono stati fatti tutti gli accertamenti, non ci sono fattori umani. Importante è stato far evacuare le famiglie che erano presenti, allestendo il palazzetto per gli stranieri e attivando un servizio di assistenza. Le case non sono state coinvolte dalle fiamme ma soltanto sfiorate, la situazione è stata sotto controllo da questo punto di vista. C’è stata la sfortuna che il fulmine è caduto dove probabilmente c’erano delle sterpaglie che hanno preso fuoco. E, con il maltempo, gli elicotteri non hanno potuto volare. Se avesse piovuto come da altre parti l’acqua ci avrebbe aiutato». —
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