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CULTURA E POLEMICHE  

La ricerca contestata «Quelle non sono le ossa di Caravaggio»

Andrea Capitani
La ricerca contestata «Quelle non sono le ossa di Caravaggio»

Il critico Montanari smonta le convinzioni di Silvano Vinceti «Nella tomba resti fasulli: questo posto merita di meglio» 

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ARGENTARIO

«Quelle non sono le vere ossa del Caravaggio, sfido chiunque a dire il contrario». Tanta gente alla conferenza tenuta domenica sera in piazza Santa Barbara dal professor Tomaso Montanari, docente di storia dell’arte dell’università Federico II di Napoli, che si era già dichiarato apertamente contro la totalità del progetto voluto da Silvano Vinceti e contro l’arca funeraria, compresa la ricerca delle ossa condotta alcuni anni fa dal responsabile del progetto Città del Caravaggio voluta dall’ex sindaco Arturo Cerulli.

L’intervento di Montanari è durato circa un’ora e mezzo e organizzato dalla Pro loco di Porto Ercole. Il professore, durante la serata, ha parlato del pittore e ribadito le forti perplessità sulla ricerca delle ossa terminata nel 2010, ritenute tali all’85% dall’équipe di Silvano Vinceti ma che, secondo Montanari, non sono in realtà quelle del pittore.

«Il 3 luglio 2010 hanno detto di aver trovato le ossa del Caravaggio - ha sottolineato Montanari - presentandole sul pontile assieme a Previti che le aveva scortate in porto. Quelle non sono le ossa di Caravaggio: non esiste una sola pubblicazione scientifica che affermi che quelle siano le vere ossa. Invece ce n’è una di un biochimico e professore di genetica che dice perché quelle ossa non sono le sue. Ciascuno può trarre le sue conclusioni».

Montanari ha parlato dell’ex asilo Ricasoli, dove la precedente amministrazione voleva creare un museo dedicato al pittore. «Abbiamo ricordato Caravaggio e potremmo riflettere su quale sia il modo migliore per farlo - ha detto - Sull’asilo dove si pensava di fare un museo virtuale mi trovo d’accordo con Sergio Rizzo: si potrebbero fare tante altre cose in questo luogo, che deve avere una destinazione sociale culturale. Non c’è un luogo dove si possa conoscere la storia di Porto Ercole. Qual è il lavoro culturale che vogliamo proporre? Le ossa false o la produzione di conoscenza da condividere con tutti? Credo che questo posto meriti di meglio. Che finisca così la storia di Caravaggio è davvero grottesco. Sono a favore del turismo culturale che si deve fondare su cultura, verità e conoscenza, non su fenomeni di marketing e marchi commerciali». —

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