Lutto
Gigli di mare, svelato il mistero della rinascita
Nessun miracolo della natura, il preside rivela: «Li piantarono a decine i miei ragazzi nel 2011, siamo felici del risultato»
fiumara
«I gigli di mare sono spuntati di nuovo perché li abbiamo piantati noi». C’è la mano dell’uomo – anzi, di un gruppo di giovani promesse delle scienze agrarie – dietro la straordinaria ricomparsa sulla spiaggia di Fiumara dei gigli di mare, pianta piuttosto rara e protetta, dal meraviglioso fiore bianco. Come si possa spiegare l’inaspettato fenomeno – su cui nei giorni scorsi aveva acceso i riflettori Guido Donnini, agronomo e consigliere della Pro loco di Marina di Grosseto e Principina a mare – lo rivela al Tirreno Alfonso De Pietro, dirigente scolastico dell’isis Leopoldo II di Lorena: «La rinascita dei gigli di mare sulla spiaggia di Fiumara – dice – è il risultato del lavoro dei nostri studenti». Era il dicembre 2011 quando un gruppo di ragazzi dell’istituto grossetano si rimboccò le maniche e – con l’aiuto di esperti – depose un centinaio di bulbi nel terreno sabbioso: sopra la duna e ai piedi di essa. Fu un lavoro lungo e meticoloso, visto che siamo nel cuore del “Sic” della Pineta del Tombolo, cioè in un sito di interesse comunitario di grande pregio naturalistico. E oggi si vede il risultato, godibile da tutti.
È dall’ottobre 2010 che il Crisba – acronimo di Centro Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore Agricolo-forestale, vero e proprio laboratorio-emanazione dell’isis Leopoldo II di Lorena – porta avanti un programma sperimentale per sollecitare la riproduzione di specie vegetali tipiche delle dune, e che prevede anche la reintroduzione vera e propria di esse nel loro habitat naturale. È in questo ambito che intorno al 2011 venne deposto il Dna per la rinascita sulla spiaggia di Fiumara del giglio di mare, specie in via di estinzione, protetta dalla legge regionale 56/2000, pianta bulbosa “pioniera” – in quanto è in grado di “predisporre” il terreno alla nascita di altre specie – affascinate e misteriosa perché si dice (verità o leggenda? ) che venga impollinata solo ed esclusivamente dalle falene della notte.
Ebbene, il Crisba fece prima germinare i semi in un incubatore, poi attese che le piantine compissero un anno di età, quindi entrarono in azione i ragazzi per ripiantarle. Era il dicembre 2011 quando Lorenzo Moncini, ricercatore del Crisba e un gruppo di studenti dell’isis Leopoldo II di Lorena si recarono alla duna dell’oasi San Felice-Allianz di Fiumara per depositare nella culla sabbiosa un centinaio di quelle piantine da cui sarebbero sbocciati i fiori bianchi.
«Mettemmo anche dei cartelli – dettaglia De Pietro – per segnalare la ripiantumazione, che venne fatta proprio perché intorno al 2010 i gigli di mare erano scomparsi da quel tratto di litorale». Insomma, la Natura è stata benigna, ma ha avuto un “aiutino”: «C’è dunque una spiegazione alla ricomparsa dei gigli, ne siamo lieti ma mi sembra giusto riconoscere il merito ai miei ragazzi e al nostro laboratorio». Il Crisba torna periodicamente sulla duna a prelevare i semi che assomigliano a dei carboncini: perché il miracolo della fioritura non sia un’eccezionalità ma si ripeta. –
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