Finanza
Auto che corrono troppo «Presto due rilevatori»
Domenica l’ennesima tragedia a Barbaruta, protestano gli abitanti della zona La Provincia pensa ad alcune soluzioni prima della realizzazione della bretellina
GROSSETO
Le auto sfrecciano veloci. Troppo, su quella strada che collega Grosseto nord, dalla Rugginosa, alla Castiglionese. La strada di Barbaruta è una vecchia “sorvegliata speciale” per la Provincia di Grosseto. Una strada dove servono interventi seri: domenica, all’incrocio con la comunale di Montalcino c’è stato un terribile incidente, l’ennesimo. È morta una donna, Marisa Boscaglia di 64 anni e sono rimasti gravemente feriti suo marito Enzo Mariotti di 68 anni e Cinzia Franceschelli, 52 anni, che era al volante dell’auto finita addosso al camper.
Gli abitanti della strada hanno segnalato la pericolosità della via più volte ma la situazione non è cambiata. Un progetto c’è: la realizzazione di una bretellina che consentirebbe alle auto di non passare da quella strada di campagna. Ma in attesa che si pronunci il Consiglio di Stato (vedi articolo accanto), la Provincia installerà due rilevatori di velocità. «Non sono due autovelox - dice Marco Biagioni, consigliere provinciale con delega alla circolazione stradale - ma serviranno come deterrente per la velocità. Il problema però è l’educazione stradale degli automobilisti. Su quella noi come Ente, possiamo fare poco».
Gli abitanti di Barbaruta hanno protestato più volte e lo hanno fatto anche domenica pomeriggio, dopo l’ennesima tragedia successa all’incrocio di una strada dove le auto viaggiano troppo veloci. Nonostante ci fossero gli uomini della polizia municipale sulla carreggiata a fare i rilievi, nonostante l’agente con la paletta alzata per permettere ai colleghi di tracciare segni e misurare quello che era rimasto sull’asfalto, mentre il corpo della donna era ancora per terra domenica è arrivato un suv a tutta velocità. Ha frenato all’ultimo minuto, evitando di tamponare le due auto che aveva davanti e che si erano fermate al segnale dell’agente della municipale. Scene che - spiegano gli abitanti - si vedono ogni giorno, più volte al giorno.
«Abbiamo chiesto agli uomini della polizia provinciale di organizzare pattugliamenti più frequenti su quella strada - dice ancora Biagioni - ma da quando hanno tolto le risorse alle Province non possiamo fare più di questo: il personale è poco e non possiamo assumere e in più non abbiamo risorse per intervenire in altro modo. Il problema non è solo sulla strada di Barbaruta ma lo abbiamo anche su quella del Pollino, al Cristo e sul Cipressino».
I cartelli che indicano i limiti di velocità ci sono. Ma in pochi li rispettano: basta percorrere la strada a 50 chilometri orari per essere superati continuamente da auto che sfrecciano a tutta velocità, incuranti della pericolosità della strada. «Non possiamo chiedere a chi fa già sforzi enormi, come gli agenti di polizia provinciale che sono pochi e hanno mille incarichi di fare ancora di più - aggiunge il consigliere provinciale - e non possiamo nemmeno installare i limitatori di velocità finché questi non saranno legiferati in maniera chiara. Abbiamo fatto un’interrogazione alla Regione che è stata poi inviata al Ministero e siamo in attesa di risposte». Risposte che stanno aspettando anche i familiari della donna rimasta uccisa nell’incidente: il sostituto procuratore Arianna Ciavattini ha disposto l’autopsia sulla salma della sessantaquattrenne. —
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