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Ricapitalizzazione di Sei Il tribunale boccia la delibera
Ecolat e Cooplat avevano diritto di compensare i crediti e non perdere le quote In ballo c’erano tre milioni di euro versati dalle società guidate da Pinto e Frizzi
GROSSETO
Il Tribunale civile delle Imprese di Firenze ha stabilito, sei giorni fa, che le società Ecolat e Cooplat – reclamanti contro tutti gli altri soci di Sei Toscana per le modalità di ricapitalizzazione deliberate negli ultimi anni – avevano pieno diritto di compensare i crediti vantati verso Sei nelle procedure di aumento di capitale e collocamento delle quote. Tutto questo gli era stato però impedito. Non solo: i mancati versamenti, la sottoscrizione non effettuata, aveva prodotto come effetto che le relative quote erano state acquisite da altri soci. La decisione dei giudici, contenuta in un’ordinanza di 14 pagine, invalida alcune delibere, rispacchetta le quote, ridisegna gli assetti e scompagina l’attuale pancia di Sei.
Quattro anni fa Sei Toscana ha deliberato un aumento di capitale in due tranche, la prima da 12 milioni e la seconda da 18 milioni. Ecolat e Cooplat a febbraio 2017 hanno versato la parte di competenza (circa 3 milioni), anche tramite la conversione di un credito. Il cda di Sei Toscana ha però rifiutato la compensazione, chiedendo un versamento integrale in denaro e sospendendo, nel frattempo, l’esercizio del diritto di voto nelle assemblee dei rappresentanti di Cooplat ed Ecolat. Queste ultime avevano così avviato una causa per vedersi riconosciuto il diritto alla compensazione, un giudizio di reclamo che adesso è stato accolto e invalida alcune delibere del cda di Sei.
C’era sentore di una decisione di questo tipo, perché nei primi mesi del 2018 la Corte di Cassazione aveva pronunciato una sentenza che riconosceva il diritto a versare gli aumenti di capitale tramite compensazione con i cosiddetti “Finanziamenti soci”, proprio come richiesto a suo tempo da Cooplat e Ecolat.
Le somme richieste dai vertici di Sei Toscana erano state pagate, seppure in ritardo. E con una postilla: Ecolat e Cooplat si riservavano di chiederne la restituzione qualora il Tribunale civile delle imprese di Firenze gli avesse dato ragione. A giugno, però, l’ad di Sei Toscana Marco Mairaghi aveva rifiutato il pagamento, lanciando di fatto la scalata alle quote dei gruppi che fanno a capo a Fabrizio Frizzi e Giuseppe Pinto. Tutto questo aveva determinato un ulteriore accrescimento dell’influenza di Sta (che attraversa una fase di difficoltà anche per via del concordato sull’inceneritore di Scarlino), società controllata da due curatele fallimentari, quelle di Unieco e de La Castelnovese.
A monte di questa clamorosa novità c’è la situazione finanziaria di Sei Toscana, invitata più volte dal collegio sindacale a riequilibrare la dinamica dei flussi finanziari. Proprio per questa ragione il consiglio di amministrazione, in una seduta del marzo 2017, aveva deliberato la necessità di un incremento dell’attivo (cioè il versamento effettivo delle somme di denaro da parte di tutti i soci), non fornendo il proprio consenso alla compensazione legittimamente richiesta da Frizzi e Pinto. Ora è stato chiarito che Cooplat ed Ecolat – lo scrivono i giudici – «avevano il diritto di compensare i crediti per finanziamento soci con il debito per copertura del capitale sottoscritto». Non solo. Il Tribunale rileva che «la completa esclusione dall’esercizio dei diritti corporativi, amministrativi ed economici ai danni delle due società è l’effetto di una condotta del tutto abusiva del cda». —
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