Il dolore
L’oligarca di Cala Civette è il patron dell’aeroporto di Grosseto
Nel 2015 un magnate russo fu criticato per aver chiuso l’accesso alla spiaggetta. Oggi si scopre che è il primo azionista di Seam, la società dello scalo grossetano
GROSSETO. Era maggio 2015 quando la chiusura del sentiero che porta alla spiaggetta di Cala Civette – tra Punta Ala e Cala Violina, – mandò su tutte le furie gli habituè di quel tratto di litorale: un magnate russo, che aveva acquistato la tenuta di Torre Civette – villa con torretta avvolte da macchia mediterranea, a picco sul mare – ne aveva sbarrato l’accesso. Il sindaco di Scarlino Marcello Stella spiegò ai detrattori del connazionale di Putin che quella era proprietà privata e che il godimento dell’angolo di paradiso non era stato comunque impedito.
A due anni di distanza, Il Tirreno scopre che quell’uomo d’affari è Roman Trotsenko, che non solo è il signore degli aeroporti russi (ne possiede 14), ma – ora si alza il velo – è anche l’azionista numero 1 di Seam, la società che gestisce lo scalo di Grosseto: Ilca srl, che con il 35,2% è socia di riferimento, è collegata alla società russa Aeon Infrastructure Group, il cui titolare è Trotsenko. È (anche) suo il merito del nuovo corso imboccato dall’aeroporto, che a maggio ha portato a casa il primo volo di linea (Grosseto-Berna).
Trotsenko appartiene all’ultima generazione di investitori russi – più “matura” rispetto a quella che 10 anni fa colonizzò Forte dei Marmi – e che non si propone con “la prosopopea del soldo”bensì si affaccia sul Belpaese rimanendo in punta di piedi. Il Tirreno l’ha intervistato.
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Come è nata la decisione di investire nell’aeroporto grossetano?
«Grosseto è un posto meraviglioso con grandi necessità e possibilità di sviluppo ed è in una location strategica fra Roma e Firenze. Mi sono innamorato della zona. Per rendere questo splendido territorio conosciuto nel mondo, sviluppando un turismo sostenibile, c’è molto da fare: ma a me le sfide piacciono molto. Tutto ciò che verrà anche solo ipotizzato però, potrà e dovrà essere fatto con l’aiuto indispensabile del territorio».
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È realizzabile un aumento di capitale di Seam, ipotesi emersa quando il sindaco di Grosseto ha accarezzato l’idea di riacquisire la quota ceduta dal Comune?
«Tutto è realizzabile. Non pongo mai limiti alla mia fantasia e a ciò che posso realizzare. Credo che un aeroporto sia una ricchezza per tutti, costituendo un driver per lo sviluppo, per posti di lavoro e per il rilancio della zona».
Usa l’aeroporto di Grosseto per i suoi spostamenti? E i suoi connazionali?
«Lo uso come passeggero e lo usano i miei connazionali: vedo grande professionalità, controlli severi, e questo mi fa capire che la società di gestione è altamente qualificata».
Quali sviluppi immagina per lo scalo maremmano?
«Beh, gli sviluppi possono essere enormi, ma tutto dipenderà dai progetti turistici del territorio, dalla interrelazione con i ministeri competenti, della Difesa in primis, dalle sinergie che si potranno creare (di cui non mi occupo) e dall’attenzione che la Regione Toscana e il governo nazionale riserveranno all’aeroporto civile e, indirettamente, dalle aspettative dei cittadini. Primo passo per sviluppare la zona: c’è bisogno di incrementare il traffico, aumentare i parcheggi, esser autorizzati al volo notturno».
Quando emerse che un russo aveva “chiuso” l’accesso a Cala Civette suscitando critiche, cosa ha pensato?
«Sono cose che succedono quando viene cambiato uno status quo, seppur legittimamente. Credo che l’importante sia conoscersi: solo conoscendosi si abbattono le barriere. Per questo cerco sempre di utilizzare servizi e personale locale: per farmi conoscere. E consiglio a tutti i miei amici in zona di fare lo stesso». —
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