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Grosseto

dopo l’ok della regione 

Gli ambientalisti invitano Rossi a visitare l’inceneritore

Alfredo Faetti
Gli ambientalisti invitano Rossi a visitare l’inceneritore

La Duna invia una lettera al Governatore: «Qua si muore» Sotto accusa tutta l’area industriale dal Casone alle cave 

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SCARLINO

È il secondo invito in pochi giorni. Il primo lo aveva lanciato il presidente del Comitato del No, Mario Monciatti, durante la presentazione – ormai vana – con oltre quattromila firme per chiedere un passo indietro alla giunta. «Invitiamo il presidente Enrico Rossi a un confronto in Maremma», ha detto Monciatti. Lo stesso invito, inviato per scritto, che ora gli rivolge l’associazione La Duna, perché il governatore possa farsi un’idea della situazione dell’inceneritore di Scarlino e non solo. «Ti saremmo grati di una tua visita, perché sinceramente ci sentiamo figli di un dio minore per il futuro che ci avete preparato avendo autorizzato l’inceneritore di Scarlino dopo 25 anni di opposizione totale del territorio – scrive l’associazione – Inceneritore che un tuo rilevante esponente nel consiglio regionale ha recentemente aggettivato come “ferro vecchio”». Definizione del capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras.

«Quaggiù stiamo morendo: amici, parenti o sconosciuti spariscono, muoiono per quel male tremendo che viene definito “statisticamente non rilevante” perché siamo pochi – scrive La Duna in chiusura della lettera – Presidente Rossi, ti aspettiamo. Forse ci potrai spiegare perché dopo una vita dedicata all’industria che ha lasciato troppe eredità dobbiamo vincolare anche il futuro delle prossime generazioni». Ma l’invito dell’associazione ambientalista al governatore della Toscana non si limita a un confronto sul solo inceneritore, bensì a un ragionamento complessivo su tutta l’area industriale. «Ti invitiamo a venire a fare un giretto: vorremmo portarti a fare un giro (previa concessione dei permessi, naturalmente) nella zona tra gli stabilimenti e il mare, negli altipiani di gessi chimici e bacini di sterili di pirite, lungo gli argini del canale Solmine – continua la lettera – Poi potremmo fare un giro verso Montioni, nella ex cava “recuperata” con i gessi rossi Tioxide. Volendo potremo anche visitare uno o due siti minerari da bonificare dopo parecchi anni dalla loro “caratterizzazione”». Un tasto dolente per gli ambientalisti del territorio, quello degli stralci industriali: «ci sarebbe tanto da fare nella piana e nelle colline circostanti, oberate ancora dalle attività minerarie e chimiche, alcune pregresse e altre tuttora esistenti». —

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