Il dolore
La “Ciliegia” non decolla Sfuma il sogno del record
Un guasto alla super moto ferma l’impresa di Dino Romano a Salt Lake City Incoraggiamenti da tutto il mondo sui social ma resta l’amarezza del pilota
GROSSETO
La Ciliegia non ce l’ha fatta. Due giorni fa, nella Bonneville Salt Flats, una pianura di 260 km coperta da uno strato di sale, nello stato americano dello Utah, il grossetano Dino Romano, con il suo team di piloti, ingegneri e meccanici, ha provato a battere il record di velocità di 239 miglia, circa 400 km orari, con una moto alimentata a gas naturale. Purtroppo il tentativo è fallito per un inconveniente banale, insondabile, a motore spento: il corto circuito di una piccola batteria al litio, che ha innescato un incendio e ha compromesso l’esito dell’impresa, preparata per sei mesi.
«Una sfiga incredibile – commenta Dino, in lacrime, in diretta da Bonneville – ma speriamo di avere presto un’altra possibilità, magari già l’anno prossimo. Cercheremo gli sponsor e, forti dell’esperienza accumulata, ci riproveremo. Mi dispiace di avervi deluso».
Ma sui social piovono solo complimenti e incoraggiamenti. Dalla Maremma e non solo. «Mancavano 30 minuti al lancio quando la ciliegia ha iniziato a fumare – prosegue Romano nel suo racconto – avevo già la tuta, davanti solo sei mezzi. Le condizioni meteo e del sale erano perfette. C’era ottimismo. Non è stato possibile rimediare al problema e ai danni conseguenti. Abbiamo bruciato la parte elettrica e, a dire il vero, abbiamo anche corso il rischio che la moto potesse incendiarsi ed esplodere». La “Ciliegia” era partita da Grosseto qualche giorno fa per Los Angeles. Una moto bellissima, figlia del progetto “Open Eyes Dream” (sogno a occhi aperti).
L’obiettivo era proprio la partecipazione alla Speed Week 2018, in programma dall’11 al 17 agosto a Salt Lake City, per battere il record di velocità terrestre per quel tipo di supermoto, che ricorda nelle forme la Indian de “La grande sfida”. Un’idea nata e sviluppata a Grosseto. Per i rigidi regolamenti della Speed Week, la Ciliegia ha cambiato categoria, costringendo ingegneri, meccanici e piloti a rivedere il progetto, anche negli ultimi 15 giorni: «Per accedere ai lanci liberi – prosegue Romano – bisogna fare un lungo training di prove, vincolate a velocità e sicurezza, in modo che organizzatori e giudici possano capire se sei davvero in grado di competere, se il mezzo è affidabile. Nel primo step riservato ai rookie non si potevano superare le 100 miglia, nel secondo le 175, poi le 200. A ogni lancio ti viene consegnato un tagliando-pass e alla fine puoi tentare il record. Era andato tutto bene fino alla sfida finale, che praticamente non c’è stata. La delusione è tanta».
La ciliegia montava un motore Mille, 4 cilindri, con 240 cavalli. Il record da battere era di 239, 760 miglia, circa 400 km orari. Le ultime parole di Dino sono per il team: «La commissione di gara della Salt Lake Flats – conclude – ci ha detto che abbiamo fatto un’impresa incredibile per essere al primo anno. Loro inizialmente non pensavano che potessimo arrivare a tentare il record, essendo rookie senza esperienza. A questo punto il record di categoria può aspettare un anno. Il team è fantastico, si avverte passione e cuore, anche nei momenti difficili. Ci mancano 49 miglia al record, è vero, ma abbiamo sempre la motocicletta a propano più veloce del mondo». —
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