La Regione dà il via libera al riavvio dell’inceneritore
Dopo il parere positivo della Conferenza dei servizi c’è l’ok della giunta L’impianto potrà entrare in funzione dopo aver ottemperato alle prescrizioni
SCARLINO
La giunta regionale «delibera di esprimere pronuncia positiva di compatibilità ambientale relativamente alla installazione in oggetto».
La delibera è del 30 luglio scorso, pubblicata sul sito della Regione Toscana nei giorni di Ferragosto, e l’installazione in oggetto è quella dell’inceneritore di Scarlino. L’annunciato via libera della giunta del governatore Enrico Rossi all’impianto è arrivato e adesso la società Scarlino Energia può gettare le basi per la nuova accensione dei forni, sebbene vincolata da alcune prescrizioni che accompagnano le nuove autorizzazioni di Via e Aia, ricalcando le trame dei capitoli precedenti di questa saga. Prescrizioni che riprendono in toto quelle del 2015, accompagnate dall’obbligo in capo alla società di installare stazioni di monitoraggio nella zona del Padule e di proseguire con le attività legate al trattamento delle acque.
Postille alle ventotto pagine di delibera in cui viene riassunta la vicenda che, per quanto riguarda il procedimento, prende il via dalle autorizzazioni rilasciate tre anni fa, poi annullate dal Tar per quel che riguarda il piano dell’impatto ambientale (il piano impiantistico invece è oggetto del ricorso ancora pendente al Consiglio di Stato).
Punto per punto, vengono elencate le osservazioni a cascata che hanno interessato la proposta di Scarlino Energia, le controdeduzioni, i pareri dei tecnici, la contrarietà dei Comuni di Follonica e Scarlino e di tutti gli altri attori coinvolti nella conferenza dei servizi che si è chiusa a luglio e che ha dato, per ciò che la riguarda, parere positivo alle nuove autorizzazioni. Gli elementi decisivi che hanno portato la giunta di Enrico Rossi da dare l’ok alle nuove autorizzazioni per l’inceneritore sono quelli messi a verbale nella Conferenza dei Servizi da Asl e Arpat. In particolare ha avuto peso la relazione dell’azienda sanitaria, riportata nel suo punto focale all’interno della delibera. «Dall’insieme delle valutazioni dell’impatto sull’ambiente e sulla salute, quanto oggi disponibile non permette di attribuire al futuro esercizio dell’impianto di Scarlino Energia un impatto sullo stato di salute delle popolazioni di Follonica e di Scarlino misurabile sul breve-medio periodo – scrive l’Asl – Si ritiene che il proponente (Scarlino Energia ndr) abbia effettuato una valutazione epidemiologica metodologicamente corretta in base alle informazioni e ai dati che aveva a disposizione».
Così all’Asl sud est spetta un controllo sull’inceneritore e «sulle altre fonti inquinanti» presenti al Casone, come sancisce la Regione.
Un monitoraggio scandito dal periodico aggiornamento del documento “Stato di salute di Follonica e Scarlino”, dai controlli sulla salute dei lavoratori e soprattutto da «un monitoraggio prospettico sulla popolazione residente a Follonica e Scarlino in merito all’impatto delle esposizioni locali stimate mediante modello diffusionale per il termovalorizzatore», continua la delibera, che sarà pagato per metà delle spese proprio da Scarlino Energia. —
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