Gioco
Sedicidagosto: benvenuti nel paese dove si cantano vino, amore e anarchia
Un intero borgo invaso da musica popolare e non In ricordo di Sante Caserio, ghigliottinato a Lione nel 1894
GROSSETO
Brani folk, canti di osteria, un pizzico di anarchia. È la ricetta del secondo festival nazionale “Sedicidagosto”, rassegna di musica popolare e anarchica in ricordo di Sante Caserio (ghigliottinato a Lione il 16 agosto del 1894), in programma domani a Roccatederighi, in piazza Mazzini, a partire dalle 17.
Sono attesi ospiti e pubblico da tutta Italia. L’evento è organizzato dall’associazione culturale Plz Production e dal coro Sedicidagosto, con il patrocinio del Comune di Roccastrada e in collaborazione con l’Istituto De Martino, Radio Popolare e le testate Umanità Nova, Sicilia Libertaria, Il Cantastorie e A – Rivista.
L’ingresso è gratuito e sul palco saliranno diversi gruppi e cantastorie: da Lisetta Luchini ad Alessio Lega, la Brigata Anarkanti, De’ Soda Sisters, la Stazione Rossa, gli Sparpagliati, Bube e i Mazzacani della soffitta, oltre a diversi poeti estemporanei e al coro locale, che di recente ha inciso, proprio con Bube, il doppio cd “Amore e Anarchia”.
Il progetto musicale del coro di Roccatederighi – che coorganizza la manifestazione e si esibisce da anni in tutta la Toscana – affonda le radici nella storia del paese, dove socialismo e anarchia, a cavallo tra Ottocento e Novecento, si sono a volte confusi tra loro e dove hanno vissuto personaggi come Antonio Gamberi, Pietro Ravagli.
Il Sedicidagosto è un coro virile che si caratterizza per le sue specificità: il canto a cappella, un repertorio di brani di protesta sociale, un modo di esibirsi che riproduce il canto da osteria. Gli elementi che lo compongono (il leader è Jonni Marucci) si esibiscono spesso seduti a un tavolino, con i bicchieri e un fiasco di vino.
A Roccatederighi c’è ancora un ricordo vivo degli ultimi anarchici del secolo passato, Enea Bonelli, Giacomo Ferrari, Bernardo “Picchio” Mastioni, Serafino Baldanzi. La modalità di canto è un andamento lento, un’espressione collettiva a più voci, dove a ogni brano si associano una prima voce, un controcanto e il coro. Con l’arrivo di Bube e degli strumenti c’è stata una fusione tra la dolcezza dei canti popolari e la potenza e l’efficacia del rock.
GABRIELE BALDANZI
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