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«Mi faccia una firmetta e prenda il catalogo» Deve pagare 3mila euro

Giovanna Mezzana

grossetoOcchio a chi vi ferma sull’uscio di casa e vi propone un catalogo di corredi a prezzi scontati. Spunta a Grosseto il primo caso della famigerata beffa del catalogo, imbroglio che nel Nord...

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Occhio a chi vi ferma sull’uscio di casa e vi propone un catalogo di corredi a prezzi scontati. Spunta a Grosseto il primo caso della famigerata beffa del catalogo, imbroglio che nel Nord Italia andava in voga qualche anno fa. Nella trappola è caduta una pensionata grossetana che – per aver accettato un catalogo e lasciato un “autografo” – ha firmato a sua insaputa una “cambiale” da 2.930 euro. Non è detto però che i furfanti la facciano franca: gli avvocati di Federconsumatori Grosseto si sono già mossi per tutelarla.

È un giorno di luglio e una pensionata, che abita in un quartiere residenziale di Grosseto – viene fermata da un giovane mentre è al cancello di casa. Lui si qualifica: «Sono – dice – un addetto alla distribuzione di cataloghi gratuiti» che pubblicizzano biancheria e complementi d’arredo. «Posso lasciarle una copia?» la ammalia con un carnet di sconti. Lei accetta, indotta dall’insistenza del giovane che la invita a firmare un foglio su carta copiativa, come unica prova della consegna del catalogo e senza impegno di spesa. E qui, con la richiesta di quella “firmetta” scatta il tranello: la pensionata firma un “pagherò” da 2.930 euro ad una sedicente società milanese. Va a casa, ci rimugina, aspetta, rimanda. Poi ne parla ai figli. Ed ecco che si rivolge a Federconsumatori. «Quel foglio si è rivelato essere una promozione autorizzata su tutti i prodotti del catalogo – spiega Francesca Frosini, avvocatessa che volontariamente presta la sua competenza agli sportelli di Federconsumatori Grosseto – Secondo le intenzioni della società proponente, la vincolerebbe all’acquisto di beni per 2.930 euro. Purtroppo la signora è venuta da noi oltre il termine dei 14 giorni che dà diritto al recesso, ma quel “contratto” è comunque contestabile: è infatti vagamente riportata la possibilità di sconti tra il 30 e il 50% sugli articoli ma senza altra indicazione se non l’esborso finale, scritto arbitrariamente dall’agente, che la signora sarebbe obbligata a pagare entro 36 mesi dalla sottoscrizione». Ferdconsumatori ha già scritto alla società che per il momento non ha risposto. Dai documenti, fortunatamente, non pare sia stato attivato un finanziamento a carico del firmatario: in tal caso far guerra ai furfanti sarebbe stato più complicato. Occhi aperti, dunque. –



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