Il Tirreno

Grosseto

la risposta all’appello di farruggia 

Elena esce allo scoperto: «Fatto il mio dovere»

Giulia Sili

L’infermiera che ha salvato la vita al padre dell’ex candidato a sindaco lavora all’ospedale di Massa Marittima

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA

La sconosciuta che ha salvato la vita a Calogero Farruggia, l’uomo che mercoledì scorso ha avuto un arresto cardiaco in via Dante a Follonica, ha finalmente un nome: si chiama Elena Ciurli, ha 53 anni ed è una delle infermiere del Sant’Andrea di Massa Marittima.

La donna, passando per caso dalla strada, ha visto che Calogero Farruggia era in terra privo di sensi e ha subito praticato su di lui un massaggio cardiaco. Se l’infermiera non fosse passata di lì quel pomeriggio, i sanitari arrivati sul posto pochi minuti dopo sarebbero intervenuti invano, perché probabilmente Farruggia sarebbe morto. L’uomo, 72 anni, residente a Gavorrano si è salvato solo grazie alla prontezza dell’intervento e una volta all’ospedale ha subito chiesto di conoscere la donna che senza pensarci due volte lo ha riportato in vita.

I figli di Farruggia, Antonella e Giuseppe, hanno quindi cercato in tutti i modi di scoprire chi fosse stato a salvare il padre. Elena Ciurli, però, in un primo momento, aveva scelto di rimanere anonima: «Ho solo fatto il mio lavoro, non è una cosa straordinaria», aveva fatto sapere alla famiglia Farruggia.

A distanza di qualche giorno il nome però è venuto fuori e oggi la donna ha accettato di raccontare la vicenda: «Non è niente di particolare, davvero, mi trovavo lì per caso e ho capito che quell’uomo aveva bisogno di aiuto – dice timidamente – Ero andata a ritirare delle cose in un negozio lì vicino, avevo parcheggiato la macchina tra via Dante e via Colombo e girando l’angolo ho visto due persone, un uomo e una ragazza, che erano molto agitati».

L’infermiera ha quindi visto che a terra era steso Farruggia ed è subito intervenuta: «Ho chiesto da quanto tempo l’uomo avesse perso i sensi e mi sono accertata che fosse stata chiamata l’ambulanza – racconta – Poi ho messo l’uomo in posizione visto che aveva una spalla su uno scalino, l’ho riallineato, e ho iniziato con le compressioni. Niente di che – continua – ho solo fatto quello che potevo». Farruggia in quel momento era in arresto cardiaco e il massaggio è continuato fino all’arrivo dell’ambulanza: «Ho iniziato con le compressioni e poi mi hanno dato il cambio anche altre persone, un ragazzo e una ragazza che guida l’ambulanza – racconta Elena – ci siamo alternati finché l’uomo non è stato portato via». L’unico cruccio per la donna è quello di non essere potuta andare a trovare Calogero Farruggia all’ospedale: «Ho mia mamma che sta male e devo stare con lei altrimenti sarei andata con piacere a trovarlo a Grosseto. Non voglio sembrare scortese nei confronti della famiglia» dice. I figli di Calogero sono felicissimi: «Quella donna ha salvato la vita a nostro padre – dice Giuseppe – le dobbiamo tantissimo. Non vedo l’ora di poterla ringraziare di persona perché è stata veramente fortissima. Ovviamente se lei non fosse intervenuta subito nostro padre non ce l’avrebbe fatta». Oggi Calogero Farruggia è in terapia intensiva e dovrà essere operato. Intanto però è fuori pericolo. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca