Sicurezza
Tra salsicce e infradito, godiamoci un pezzetto di bellezza
Agosto è sempre caratterizzato da un vorticoso frullare internazionale di persone. In macchina, a piedi, velivolo, treno, bus. Soggetti umani, molto o poco umani, che formicolano di qua e di là, in...
Agosto è sempre caratterizzato da un vorticoso frullare internazionale di persone. In macchina, a piedi, velivolo, treno, bus. Soggetti umani, molto o poco umani, che formicolano di qua e di là, in alto e in basso, su e giù, alla frenetica ricerca di qualcosa. Dopo aver formicolato tutto l’inverno, anche lì alla frenetica ricerca di qualcosa: lo stipendio. Quello stipendio che permette poi il profondo formicolare agostano all’inseguimento del riposo, del relax, dello “stacco”, della vera vita. All’inseguimento di un’emozione, o di una sua fotocopia. In agosto bisogna quindi strappare il godimento, rubarlo, commuoversi, emozionarsi, infilare le mani sopra e sotto, all’impazzata. Perché poi ricomincia il settembre, e col settembre l’altro formicolio, quello più disperato. I figli a scuola, la paghetta settimanale al bimbo, i coniugi arrabbiati, la produzione che bisogna alzare, i colleghi che ti fanno le scarpe, il capo inferocito. Le tasse, la finanziaria, Renzi, Salvini, di Maio, Berlusconi, la Ue, l’inverno che ti zuppa e ti umidifica. È quel formicolio lì, il formicolio invernale, che invecchia davvero.
Nei pochi giorni d’agosto si deve dunque vivere. Fermare il tempo. E godere. E scoprire se stessi. Oddio, a volte può essere un’ingrata scoperta. Ma la si può compiere spiaccicandosi sulla sabbia rovente, affittando un garage a Riccione (bagno escluso), tamburellando a ping pong sulla battigia, facendo ogni alba in discoteca, arrostendo salsicce piccanti con amici mezzi nudi sul ciglio dell’autostrada. Intortandosi alla sagra. Salutando il sole dalla spiaggia, ogni mattina e ogni sera. Con la gamba infilata a ipsilon sotto il cavallo dei mutandoni, gamba che s’incricca ogni santa volta. E scriccarla, che casino. Portando per un mese bermuda, magliettina di Ronaldo e infradito coi colori del Brasile, anche a letto.
La notizia che cade in questo frangente da queste colonne farà quindi grandemente felici i cercatori di verità d’agosto. Hanno trovato fra le dune d’una spiaggia frequentata i meravigliosi e rarissimi gigli di mare. Attenzione: non è una cosa che si frigge. Non va mangiata. Tutt’al più osservata, in silenzio. Ascoltata. Per riservare un po’ di attenzione, ogni tanto, a quei miracoli che la vita e la natura, anche se non richiesti, regalano ai soggetti umani. Per fare qualcosa per meritarseli davvero, questi pezzetti di bellezza. Guarda che tiri mancini ci fa, questa natura.
Certo, non sarà come spalmarsi sulla spiaggia bollente osservando i passanti, né come scimmieggiare in discoteca, o trafiggere le salsicce sulla graticola con 40 gradi intorno. Però è qualcosa. Un’emozione. Un’emozione che può sembrare, guarda caso, vera. —
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