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economia 

Il marchio Vemar trasloca in Svizzera dopo 7 anni di silenzio

Francesca Gori

Acquisito dal concordato e pronto a tornare sul mercato Presto progetti con le scuole per parlare di sicurezza

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GROSSETO

Dopo sette anni di silenzio si torna a parlare di Vemar, del marchio che è stato acquisito da una società svizzera e che sarà presto rilanciato sul mercato dei caschi. L’operazione si è conclusa nell’ambito del concordato, quando l’imprenditore italo svizzero Meluccio Piricone ha deciso di acquisire il marchio che dagli anni ’70, grazie all’intuizione di Riccardo Simoni ha fatto conoscere il nome di Grosseto a tutto il mondo e soprattutto agli appassionati delle due ruote.

Ora, dopo due anni di ricerche, la società svizzera è pronta a far tornare quel nome agli antichi splendori, grazie a una nuova gamma di prodotti che prevede la realizzazione di 9 caschi di grande qualità che rispettano ovviamente tutti i più moderni criteri di sicurezza.

Il marchio, quindi, è volato in Svizzera per continuare a identificare caschi per le moto mentre a Grosseto, nello stabilimento che oggi è guidato dalla newco Vm Safety vengono prodotti caschi per l’esercito, grazie all’aggiudicazione di forniture per il ministero della Difesa.

Le strade quindi, almeno a Grosseto, si sono separate: Vm safety pensa alla sicurezza dei militari, Vemar invece è pronta a tornare sul mercato e anche ad entrare nelle scuole grazie ad alcuni progetti sulla sicurezza stradale. La società ha anche realizzato una gamma di caschi in termoplastica che come già succedeva quando il marchio era ancora in città, sono prodotti in Cina ma appunto sviluppati in Italia.

Sempre grazie alla società svizzera, il nome della Vemar sarà probabilmente legato anche a un altro progetto che coniuga sicurezza e tecnologia: un dispositivo che mette in contatto il casco con la moto che non partirà fino a quando non sarà ben allacciato.

È una storia che arriva da lontano quella dei caschi Vemar e che si è sviluppata tutta in città, dove Riccardo Simoni fondò la società forte di una ventennale esperienza nelle fibre composite maturata nel campo dell’enologia e dell’idraulica.

Poi, la concorrenza cominciò ad essere agguerrita e i fatturati sempre più sottili fino alla decisione di chiedere al tribunale fallimentare l’ammissione al concordato. È qui che è finito il marchio che è stato acquistato dal consulente aziendale svizzero che si occupa di start up e di rilancio di società in difficoltà.

I caschi Vemar saranno utilizzati anche per organizzare iniziative nelle scuole, progetti per la sicurezza stradale grazie a incontri che verranno organizzati ovunque. Non è la prima volta che la società porta il suo nome tra gli studenti: l’anno scorso a Grosseto, la società insieme al Lions Club Aldobrandeschi ha organizzato una giornata dedicata alla sicurezza con la polizia stradale, insieme alle scuole superiori di Grosseto. —

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