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Lavoro ed emergenze, l’appello del cardinale «Costruite i vostri ponti, non innalzate muri»
grossetoÈ tempo di essere solidali. Era stracolma la Cattedrale di Grosseto per il Pontificale che ieri mattina ha concluso le celebrazioni religiose legate alla festa di san Lorenzo – patrono della...
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È tempo di essere solidali. Era stracolma la Cattedrale di Grosseto per il Pontificale che ieri mattina ha concluso le celebrazioni religiose legate alla festa di san Lorenzo – patrono della città e della diocesi – e che ha lasciato alla città e ai grossetani un auspicio e un mandato importante. È quello che il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ha affidato a tutti coloro che ieri mattina erano presenti: «La memoria di Lorenzo – ha detto l’alto prelato – ci incoraggia a prendere sul serio ogni piccolo frammento di umanità che siamo chiamati a condividere con il prossimo, perché in ogni situazione Dio ci chiede di vivere una sincera amicizia con Lui e di testimoniarla agli altri con la bontà e la verità dei nostri comportamenti».
Accolto sul sagrato dal vescovo Rodolfo Cetoloni, dai canonici del Capitolo e dalle autorità civili e militari, Becciu ha ricevuto dal sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna un indirizzo di saluto e di benvenuto. Suggestiva è stata la liturgia, animata dai canti delle corali Puccini, Gaudete e dal coro della cattedrale, al termine della quale è stata impartita la benedizione papale. Il cardinale ha portato ai fedeli il saluto di papa Francesco, incontrato prima della sua partenza per Grosseto, unito all’augurio per le feste laurenziane. Nella sua omelia ha tratteggiato l’attualità della figura di Lorenzo. «Un santo – ha detto – è colui che ha realizzato in sè la Parola di Dio e la Parola di Dio è sempre nuova, è come acqua fresca che zampilla continuamente dalla roccia». Durante il Pontificale, il sindaco Vivarelli Colonna ha offerto e acceso il cero votivo a San Lorenzo, come segno di affidamento della città tutta al suo patrono.
La festa era cominciata giovedì sera con l’affascinante processione – presieduta dal cardianale Becciu – in onore del patrono per le vie del centro: centinaia di persone prima si sono assiepate ai lati delle strade e poi si sono riversate in piazza Duomo, da dove l’alto prelato ha impartito la benedizione con la reliquia del santo. Nel suo saluto alla città dal sagrato del Duomo, il cardinale ha ripreso il tema del lavoro, affrontato dal vescovo Rodolfo nel suo messaggio alla città e alla diocesi. «Di fronte alle emergenze sociali, alla mancanza di lavoro che getta nello sconforto tante famiglie e tanti giovani, è importante non perdere la speranza».
È stato un messaggio importante e insieme un appello accorato quello del cardinale: «L’atteggiamento della speranza – sono le parole del cardinale – innesca la molla della solidarietà: quella autentica mira a contrastare i germi cattivi di asocialità, di chiusure individuali e di sopraffazione e le spinte disgregative. La solidarietà non è selettiva. È aperta a tutti: non fa distinzioni né di persone né di nazionalità; non discrimina a seconda del colore della pelle. È universale: non innalza muri, ma costruisce ponti. Essa fa muovere i cuori verso i più bisognosi e spinge ad impegnarsi per eliminare le distorsioni delle strutture socio-finanziarie che privilegiano i pochi a scapito della maggioranza». –
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