Attenzione
Due bar fuori dalla classifica, ma dentro i cuori
I tagliandi per ReAle e Black Sugar sono arrivati fuori tempo massimo: partecipazione sfumata, ma resta l’affetto dei clienti
grosseto
“Il mio bar” ha incoronato domenica i vincitori del gioco, che ha coinvolto ben 72 bar. Per partecipare c’era una scadenza dettata da motivi organizzativi: non si accettavano new entry dopo il 16 luglio.
Per due bar però sono arrivati tagliandi dopo questa data come dimostra il timbro postale sulle buste. A malincuore sono stati esclusi dalla classifica, ma visto che sono stati votati dai loro clienti meritano ugualmente di essere segnalati.
È il caso del bar pasticceria ReAle di Marina di Grosseto. Siamo in via Marradi 1 con affaccio sul lungomare della frazione. L’attività è stata aperta ad aprile di due anni fa da due coniugi, Erika Iazzetta e Alessandro Bianchini. Ma lo staff è più nutrito, soprattutto d’estate quando il bar pasticceria ha bisogno di 3-4 persone in più con l’arrivo dei turisti.
«Siamo contenti di essere stati votati per il gioco – dice Erika – Non ci importa essere presenti o meno in classifica, ci fa piacere l’affetto dei clienti. Del resto la nostra attività nasce come pasticceria poi abbiamo inserito anche il punto bar proprio per andare incontro alle esigenze dei clienti».
Il Tirreno aveva già conosciuto lo staff della pasticceria ReAle e le sue dolci delizie in un’altra occasione quando nell’aprile dello scorso anno Alessandro e la moglie Erika ospitarono una tappa del tour di Caffè Tirreno per ascoltare i problemi e le segnalazioni dei residenti.
L’altro bar è il Black Sugar Cafè di Marco Salvadori in via Giusti 110 a Grosseto. «Non sapevo di essere stato votato», risponde stupito quando Il Tirreno lo contatta. «Avevo letto del gioco “Il mio bar” sul giornale – dice Marco, 23 anni, barbanellino doc – ma non immaginavo che qualche cliente avesse votato per me». Forse lo stupore di Marco è dovuto al fatto che lui il bar. «L’ho preso a marzo e ho anche deciso di dargli un nome che mi piacesse di più rispetto alla precedente gestione – confessa il giovane titolare – però non è la mia prima esperienza come barista visto che ho fatto diverse stagioni sempre nel settore della ristorazione e della ricettività». Poi anche con l’aiuto della famiglia la decisione di mettersi in proprio e far fruttare l’esperienza maturata come lavoratore stagionale: nasce così il Black Sugar Cafè.
«Mamma mi dà una mano – dice Marco – poi con me lavora una ragazza che ora sta facendo la stagione e tornerà a settembre qua». Come per tutti i baristi la sveglia suona presto al mattino e specie in questo periodo si tira lungo fino anche alle 22. D’inverno invece il bar chiude alle 20. E poi c’è il venerdì, giorno in cui ha riscosso consenso la serata con aperitivo e karaoke che tornerà anche prossimamente. —
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