Il Tirreno

Grosseto

L’INTERVISTA 

«Unicoop va verso il rilancio I negozi sono la nostra risorsa»

Cristiano Lozito
«Unicoop va verso il rilancio I negozi sono la nostra risorsa»

Parla Marco Lami, confermato all’unanimità presidente del cda Pietro Canova rimane direttore generale. L’obiettivo è il pareggio nel 2019

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VIGNALE

Il nuovo consiglio d’amministrazione di Unicoop Tirreno eletto dai soci, ieri nella sua riunione di insediamento ha confermato all’unanimità Marco Lami presidente e Piero Canova direttore generale. Il nuovo cda (formato da 30 soci di Toscana, Lazio, Umbria e Campania), resterà in carica fino al 2021.

La conferma di Lami e Canova è un segnale di fiducia rispetto ai timonieri del piano di rilancio di Unicoop, che si propone il pareggio nel 2019 e il ritorno agli utili al 2020.

Lami, presidente dal 2005, ha accettato di rispondere alle nostre domande sullo stato di salute e sul futuro della cooperativa, non prima di aver ringraziato «il nuovo cda per la fiducia, e quello uscente per il ruolo esercitato in un momento complicato, condividendo scelte difficili e a volte impopolari».

Presidente, come sta la cooperativa che continuerà a guidare per i prossimi tre anni?

«Sta meglio, certo non tutto è risolto, c’è da fare un bel pezzo di strada ma il percorso che abbiamo delineato sta dando risultati».

Il bilancio parla di perdite ridotte a 23,4 milioni (38, 7 nel 2016). Come si farà ad arrivare l pareggio nel 2019?

«Intanto sul bilancio 2017 pesano ancora le uscite volontarie (circa 400, per un costo di 9 milioni ndr), ma quello che ci conforta sono i dati positivi della gestione caratteristica, cioè delle vendite nei nostri negozi. Che abbiamo ammodernato, con personale formato e nuovi prodotti».

Il Cobas però lancia l’allarme, parla di cessioni e chiusure in vista nel Lazio e e di possibili decisioni analoghe in Toscana...

«In Toscana i risultati sono molto positivi, al netto porterebbero un utile interessante. Nelle altre realtà sappiamo che ci sono ancora operazioni da fare, non è un mistero, ma al momento non ci sono trattative o decisioni prese. Mi lasci dire che comunque fin qui abbiamo fatto scelte con cui siamo riusciti sempre a contenere al massimo l’impatto sociale».

Resta il fatto che i problemi di oggi vengono da investimenti al Sud che si sono rivelati molto negativi. Perché si è fatto questo errore?

«Beh, ogni scelta va contestualizzata. Si parla di investimenti fatti negli anni Novanta, quando la grande distribuzione faceva le corse per posizionarsi nel meridione. Poi la situazione è cambiata, e in quelle regioni ha pesato anche più che in altre la crisi economica».

Unicoop, alla fine del percorso di risanamento sostenuto dal prestito della Lega delle cooperative, riuscirà a mantenere la propria autonomia?

«Il prestito aveva l’obiettivo del ritorno di Unicoop a normali condizioni di efficienza. Questo era il patto e sono convinto che andremo avanti con le nostre gambe. Certo, dove sarà utile faremo sinergie con altre coop». —



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