Il dolore
Ipotesi di riciclaggio Sequestrate 15 auto
Fca aveva denunciato furti da parte di società di noleggio I veicoli sono stati restituiti ai proprietari dopo i chiarimenti
GROSSETO
In tutto, le vetture sequestrate a ignari automobilisti grossetani sono state 15; quattordici vendute da un concessionario maremmano, l’altra da un rivenditore della provincia di Viterbo.
Si è trattato di un’operazione a livello internazionale condotta dalle polizie stradali di Spagna, Francia, Portogallo e Italia, originata da una denuncia di Fca e società collegate nei confronti di aziende specializzate nel noleggio a lungo termine o leasing. Una denuncia per furto o appropriazione indebita: perché secondo le contestazioni iniziali, le auto sarebbero dovute rientrare a Fca mentre erano state vendute a concessionari di vari Paesi europei; e da questi poi rivendute agli automobilisti, tra cui quelli grossetani. Un giro da circa tremila auto, complessivamente. I numeri di telai sono stati inseriti nella banca dati Schengen (il Sis) e la polizia giudiziaria ha rintracciato ovunque in Italia i proprietari delle auto. Nella nostra provincia, al primo sequestro sono poi seguite le consegne da parte degli intestatari.
In Maremma per lo più Fiat 500L e Panda, che sono finite sotto i sigilli quando la Procura ha formulato l’ipotesi di riciclaggio e falso in atto pubblico, perché - stando ai primi dati disponibili - sarebbe stato possibile individuare un’esportazione illecita con documenti contraffatti, se non rubati, ai fini della immatricolazione dei veicoli. Irregolarità per le quali i concessionari si erano comunque definiti vittime e non certo autori. I sigilli sono stati rimossi l’altra settimana, quando la traduzione dei contratti ha chiarito che in Francia, ad esempio, la rivendita di quelle auto a noleggio era una facoltà; in Spagna nel frattempo sono stati rintracciati i documenti originali. Il tutto ha permesso di inquadrare le operazioni come regolari o tutt’al più come questioni di carattere civilistico e non penale. E da queste considerazioni è disceso il dissequestro delle auto, che sono state tutte riconsegnate agli acquirenti-proprietari. Chiarito anche che i documenti non sono falsi; in particolare, l’attenzione si era concentrata sui certificati di conformità, documenti che “viaggiano” tra produttori di auto e concessionari e che accompagnano la vita dei veicoli fino alla rottamazione, esportazione compresa. In ogni Paese, ci sono modalità differenti di registrazione della proprietà delle auto e della successione.
Il fascicolo è comunque ancora aperto, in attesa della definizione. —
PIERLUIGI SPOSATO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
