Il Tirreno

Grosseto

la cultura in trasferta 

Due reperti archeologici in prestito al museo di Lione

ENRICO PIZZI
Due reperti archeologici in prestito al museo di Lione

Si tratta della Tabula Hebana ritrovata nei pressi di Magliano e di una statua in marmo che dovrebbe raffigurare la prima moglie di Nerone

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GROSSETO

Un pezzo di storia antica della Maremma lascerà Grosseto per alcuni mesi e andrà in trasferta in Francia, a Lione.

Il Museo archeologico e d’arte della Maremma presterà, infatti, al museo di Lione una statua in marmo e un’epigrafe in bronzo da inserire in una mostra di rilievo internazionale sull’imperatore Claudio che sarà inaugurata il primo dicembre e si concluderà il 4 marzo del 2019.

La statua in marmo dovrebbe rappresentare Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone. Si tratta di un’opera del primo secolo che è stata ritrovata nel foro della città di Roselle e che, a Lione, andrà a completare il ciclo di statue dedicato alla famiglia imperiale. L’altro reperto che sarà portato a Lione è un pezzo rarissimo, la Tabula Hebana, un’epigrafe in bronzo su cui sono incise le onoranze postume da attribuire a Germanico, e le leggi relative all’istituzione di cinque nuove centurie per la designazione dei magistrati da eleggere. La Tabula Hebana fu ritrovata nei pressi di Magliano negli anni Quaranta del secolo scorso, là dove doveva sorgere la colonia di Heba, ed è una testimonianza quasi unica, dal momento che ne esiste un’altra sola copia.

Non è la prima volta che il Maam presta qualcuno dei propri pezzi ad altri musei, ma la palma d’oro per il più richiesto va a un vaso che, negli anni, ha letteralmente fatto il giro del mondo, arrivando fino in Messico. Si tratta di pezzo unico nel suo genere, che risale alla fine dell’VIII secolo avanti cristo, un cratere con un coperchio sormontato da una piccola coppa, molto ben conservato, probabilmente prodotto in Campania o in Etruria, ma da artigiani greci. Al mondo esiste solo un altro parente stretto di questo vaso ed è conservato al Metropolitan Museum di New York. «Fatti di questo genere – dice il vicesindaco e assessore alla cultura Luca Agresti – ci riempiono di orgoglio, mettono in evidenza l’importanza delle testimonianze storiche conservate nel nostro museo e ci permettono di promuovere il nostro territorio». —

ENRICO PIZZI

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