Sicurezza
«Il Decreto Dignità non c’entra, si vuole piuttosto fare cassa»
La polemicagrossetoHa alzato un gran polverone la notizia di ottanta contratti di interinali grossetani in carico a Sei a rischio caduta nel vuoto per effetto del Decreto Dignità, il primo “vero”...
La polemica
grosseto
Ha alzato un gran polverone la notizia di ottanta contratti di interinali grossetani in carico a Sei a rischio caduta nel vuoto per effetto del Decreto Dignità, il primo “vero” provvedimento messo in campo dal vicepremier e ministro del lavoro pentastellato Luigi Di Maio. «O si tratta di una mossa politica – squarcia il velo Giuseppe De Martis, che all’indomani della notizia -boomerang parla non in qualità di presidente di Federconsumatori Grosseto, ma, precisa, come cittadino – oppure Sei Toscana deve tirare fuori i conti che dimostrino, nero su bianco, l’aggravio arrecato ai bilanci della società dal Decreto Dignità. Vediamo, quantifichiamo il danno e, nel frattempo, chiedo ai miei compagni comunisti cosa ne pensino».
A difesa di quella che bolla come «una strumentalizzazione del Decreto Dignità» entra a gamba tesa nella questione maremmana il pentastellato apuano-consigliere regionale Giacomo Giannarelli: l’impressione? «È che si voglia risparmiare su stipendi e contributi – ribatte – È chiaro a tutti, ormai, che la società vuole spingere i lavoratori verso le cooperative sociali per poi riassumerli abbattendo i costi»; in seno alle cooperative sociali, il personale oggi “somministrato” costerebbe meno, secondo i “detrattori”. «Temiamo – aggiunge il consigliere toscano in quota a M5s – che per avviare questa operazione i vertici della società abbiano messo le mani avanti, iniziando a scaricare le responsabilità su di un atto governativo, in corso di approvazione».
Dal fronte dell’annosa questione di Sei Toscana sferra un attacco al Decreto Dignità del governo Salvini-Di Maio, Fabrizio Rossi, portavoce grossetano di Fratelli d’Italia: «Lo avevamo ipotizzato già da qualche tempo che il Decreto Dignità elaborato dal ministro Di Maio potesse fare danni piuttosto che portare tranquillità. Gli effetti, purtroppo, cominciano a vedersi proprio in Maremma: è il caso di Sei Toscana, già nel mirino per la gestione, che perde 4 milioni di euro e che si trova con quasi 250 lavoratori interinali, di cui 80 nella sola provincia di Grosseto, con il contratto di lavoro scaduto. Stando al Decreto Dignità – conclude – ad avere la peggio sono le fasce meno garantite dei lavoratori».
E piovono critiche anche dai sindacati. «Siamo contrari a un’operazione – interviene Fabrizio Milani, segretario generale Cisl Grosseto – che potrebbe essere stata concepita non come risposta a un decreto che costringe le aziende ad assumere, ma come recupero-cassa. La nostra preoccupazione riguarda sia il piano industriale sia il progetto di inclusione sociale proposto da Sei Toscana, che prevede l’assegnazione dei lavoratori a cooperative sociali di tipo B». La stima di quali possano essere gli effetti del traghettamento dallo status di interinali al seno delle coop, Cisl le ha già fatte: «Per colpa di un’interpretazione bizzarra del Decreto Dignità, Sei Toscana farà gestire i lavoratori interinali dalle coop sociali di tipo B, e le famiglie si ritroveranno con un salario quasi dimezzato». –
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