Il dolore
Evacuati in elicottero dalla valle della frana
Lorenzo Izzo e la moglie sono in vacanza in un campeggio che si trova a meno di un chilometro dal luogo del disastro
valle d’aosta
La frana è passata a poche centinaia di metri dal campeggio dove passa da trenta anni un mese all’anno, d’estate. «Abbiamo sentito un rombo a distanza, come se ne sentono molti, perché qui ogni tanto si stacca qualche lastrone di ghiaccio. No, non abbiamo avuto paura, perché lì per lì appunto non ci siamo resi conto. Però per le due povere vittime, le loro famiglie, e per tutti gli imprenditori della valle questa è una tragedia».
Lorenzo Izzo, grossetano, è in vacanza con la moglie Luciana Bandettini («e la gatta») in Val Ferret, in Val d’Aosta, dove una frana da 25mila metri cubi di detriti ha travolto anche alcune auto. Come sempre, ha scelto il campeggio Tronchey per le sue vacanze fatte di passeggiate in bicicletta e aria pura. Da ieri mattina è stato allontanato insieme agli altri cento ospiti della struttura, evacuati per ordine della protezione civile per motivi di sicurezza: in elicottero è stato portato a circa 7 km di distanza, a Dolon, sopra Courmayeur. «Siamo nel Palaghiaccio, stanotte (ieri, ndr) dormiremo sulle brandine e forse anche per altri giorni. Siamo in duecento, ci sono anche turisti da altre strutture, persone che magari non sono potuti rientrare a causa della barriera che si è formata sulla strada. Ci hanno dato un piatto di pasta, siamo sistemati bene, l’assistenza qui è ottima. L’aspetto umano è molto curato».
E lunedì cosa è successo? «Abbiamo sentito il rombo. Erano le 18. Pioveva tantissimo. Poi mio figlio Luca, che era venuto a trovarci per qualche giorno, ci ha salutato per tornare a casa, verso le 18.20. Un quarto d’ora dopo ce lo siamo visto di nuovo da noi: “C’è una frana, mi sa che rimango con voi anche stanotte”». Izzo è uscito con la bicicletta elettrica con la quale ha scalato l’altro giorno anche il Piccolo San Bernardo e ha scattato qualche foto sui luoghi della tragedia appena avvenuta. Poi è rientrato in campeggio, che si trova a 1.700 metri di quota e dove le temperature notturne scendono fino a 8 gradi. «Qui in valle sono preoccupati, perché le temperature non vanno mai sotto i 18 gradi di questi tempi». Izzo ha dato un’occhiata anche intorno, dice di aver visto situazioni preoccupanti: «Ci sono tanti canaloni molti ripidi, con tante pietre arrotondate dagli agenti atmosferici e dal tempo. Anche queste potrebbero venire giù». E la vacanza sta finendo: «Sarei andato via il 18 agosto, credo che prima di Ferragosto tornerò a Grosseto. Il mio pensiero va alle vittime e a chi in questa valle ci abita stabilmente». —
PIERLUIGI SPOSATO
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