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«Gli inceneritori fuori provincia sono sufficienti»

«Gli inceneritori fuori provincia sono sufficienti»

Ariganello e Sabatini del Pd suggeriscono di ripensare lo sviluppo del Casone e a puntare sulla raccolta differenziata dei rifiuti»

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SCARLINO

Abbandonare le tecnologie ormai superate e pensare a uno sviluppo dell’area industriale del Casone che vada verso una diversificazione e integrazione delle attività industriali.

Elisabetta Sabatini, responsabile ambiente Pd, e Gesuè Domenico Ariganello, segretario del coordinamento territoriale Pd della Provincia di Grosseto, lanciano una proposta per superare il nodo dell’inceneritore di Scarlino, impianto da anni nel mirino di ambientalisti, abitanti e Comuni, che sta per ottenere dalla giunta regionale l’ennesimo via libera dopo l’ennesimo stop.

«Il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti è oggetto di discussione da molti anni – dicono Sabatini e Ariganello – e se, da una parte, l’avanzare della tecnologia del riciclo unita a un aumento considerevole della raccolta differenziata ha cercato di dare soluzione al problema, dall’altra si è trasformata nella volontà di prendere posizione a favore o contro l’incenerimento. Nel caso specifico dell’inceneritore di Scarlino si sono aggiunte, poi, le problematiche connesse al mantenimento dei posti di lavoro dei dipendenti di Scarlino Energia. Mai che si sia preso in mano il problema sulla vera utilità in un territorio di un impianto di incenerimento».

Il problema, per il Pd, è invece proprio questo: bisogna «prendere in considerazione le necessità e gli impianti già esistenti, alla luce del forte aumento della raccolta differenziata e, quindi, del possibile riciclo». Per il Pd, gli impianti già esistenti fuori provincia «sono più che sufficienti a risolvere il problema e a testimonianza di ciò sappiamo che l’incenerimento è in crisi in tutta Europa». Non a caso «l’impianto di Scarlino Energia non è mai stato inserito nel Piano interprovinciale dei rifiuti» e «l’impegno a aumentare fortemente la differenziata come imposto dalle direttive Ue si dirige verso il superamento dell’incenerimento». —

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