Esce dal lavoro per il pranzo Muore nel camion a 63 anni
Aldo Olivi probabilmente è stato colto da un malore mentre era alla guida Trasferiva i blocchi di gesso e, con la moglie, gestiva il ristorante La Bandinella
Un camion da cava – scarico – che percorreva la strada bianca che conduce all’azienda “Gessi di Roccastrada”, ieri, poco dopo mezzogiorno, è piombato in un fossato, sul lato opposto della carreggiata, dietro una curva. Aveva oltrepassato da poche decine di metri il cancello che delimita l’ingresso.
Il conducente, probabilmente ucciso da un malore, non ha toccato neppure i freni; il mezzo ha primo sfiorato alcuni rami a bordo strada e poi ha proseguito la sua corsa nella scarpata, fermandosi contro una pianta.
La vittima si chiamava Aldo Olivi, aveva 63 anni. Residente a Ribolla, cacciatore, lavorava per una ditta esterna che si occupa di trasportare i blocchi di gesso dall’area di escavazione alla vicina Fibran, dove si trova l’impianto di trasformazione e si realizzano i derivati: stucchi, profili, ma soprattutto pannelli di cartongesso per controsoffitti e tramezzi. Il camion, una volta uscito di strada, è scomparso nella vegetazione sottostante, non visibile dalla strada. Qualcuno, però, ha notato una nuvola di polvere e si è affacciato per vedere cosa fosse accaduto, scoprendo così il drammatico incidente. I soccorsi sono scattati quasi subito. Ogni tentativo di rianimazione, purtroppo, è risultato inutile. Sul posto sono arrivati intorno alle 13-13,30 i mezzi dell’emergenza-urgenza, personale sanitario del 118, perfino l’elicottero Pegaso, ma era già troppo tardi.
La notizia ha gettato nello sgomento un’intera comunità, a partire dai colleghi, i lavoratori delle due aziende che ben conoscevano Aldo, che lo vedevano spesso fare avanti e indietro tra la Gessi e la Fibran. Il suo camion era una sorta di navetta, che trasferiva i blocchi estratti dalla zona del Tamburino.
Nonostante la crisi, il polo del gesso di Roccastrada resta il plesso industriale più importante d’Italia per l’estrazione e la trasformazione del materiale, area pionieristica nella produzione di tramezzi, con un’esperienza ormai ultraquarantennale, cresciuto anche in termini di sicurezza. Difficile stabilire nell’immediato le ragioni dell’incidente di ieri. L’ipotesi più probabile resta quella del malore. I rilievi li hanno compiuti i carabinieri della stazione di Roccatederighi. Sul posto i vigili del fuoco di Grosseto, la medicina del lavoro dell’Asl e il primo cittadino di Roccastrada, Francesco Limatola, che ha espresso vicinanza ai familiari.
Aldo Olivi era assai conosciuto nella piana di Roccastrada, a Ribolla, Sticciano, Montelattaia, Olmini. Aveva un frantoio sulla strada provinciale della Collacchia, poco fuori dall’abitato di Ribolla, vicino al bivio per Tatti. Con la famiglia, al fianco della moglie imprenditrice Nicoletta Bava – e in passato dei figli Giacomo e Pietro – gestiva anche il ristorante “La Bandinella”, nel rettilineo del Madonnino, un luogo caratteristico, una trattoria all’antica molto apprezzata. «Era un uomo buono, un lavoratore» – così Aldo Olivi viene descritto in paese, a Ribolla, da chi lo conosceva bene. Le dolorose operazioni di riconoscimento del corpo sono state compiute dal figlio Pietro e dal fratello.La salma è adesso a disposizione della magistratura. Si attende l’autopsia e poi si procederà ai funerali, che ieri sera non erano stati ancora fissati. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
