Sicurezza
Degrado all’ex Ilva Gli ambientalisti chiedono interventi
L’orologio della torre è ormai fermo da decenni: i progetti di riqualificazioni ci sono ma non sono ancora decollati La zona è coperta di sporcizia
FOLLONICA
Sono anni che l’orologio segna le due e dieci. Immobile, solenne, segno di un passato operoso che ha generato il resto della città che si è sviluppata a torno. Ci sono anche dei progetti di sviluppo sulla Torre dell’Orologio, nel cuore dell’ex Ilva, ma al momento questo rilancio sembra ben lontano. E non solo per una questione burocratica, quanto piuttosto per lo stato d’incuria che regna in quest’area del centro follonichese, coperta di rifiuti, graffiti e con diverse strutture in stato fatiscente.
Lo denuncia l’associazione La Duna, che torna a chiamare l’attenzione sulla «città fabbrica, cuore pulsante della vecchia Follonica», come la definisce nel proprio intervento. «Da qua doveva ripartire l’offerta culturale – dicono dall’associazione – La Torre dell’Orologio e il primo giardino granducale, dove si dice dovrebbe sorgere un ostello per la gioventù: sono più di venti anni che viene proposto ma...». Ma ancora nulla. O meglio: a inizio luglio l’assessore Barbara Catalani aveva annunciato che nel giro di alcune settimane sarebbe stata indetta una riunione con il Demanio, la Regione e la Soprintendenza dei Beni Culturali, ma ad oggi non si hanno notizie se sia stato fatto qualche passo in avanti o meno. In compenso, lo stato della Torre e della zona circostante appare come «un accumulo rovinoso di antichi mattoni e calce che sta chiaramente crollando – continua La Duna – Il tutto contornato da sporcizia e rifiuti gettati da incivili restii ad ogni senso civico». Lo stato di degrado nella zona dell’ex Ilva non è certo storia nuova. Ma sebbene gli interventi del Comune e gli appelli a un maggior senso civico si siano rincorsi negli anni, rifiuti, graffiti e danni vari continuano a macchiare questa zona. Un esempio sono stati gli interventi per togliere i graffiti dalle pareti esterne, vanificati nel giro di 48 ore dal ritorno immediato delle bombolette. —
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