Lutto
"Stavo per morire, gli agenti della Polfer mi hanno salvato da due infarti"
Paolo Guarducci un mese fa era stato dato per scomparso. Fu ritrovato su una panchina davanti alla stazione di Pisa
FOLLONICA
«Non ero in stato confusionale: ho una malattia che mi provoca l’aumento di ossigeno di sangue, e di quel giorno non ricordo nulla». Paolo Guarducci, 50 anni originario di Follonica ma residente a Piombino, un mese fa era scomparso da casa per più di 24 ore: a dare l’allarme era stato il fratello che, disperato, aveva scritto anche su Facebook, provocando appelli virali che hanno iniziato a girare sui social.
Era lunedì 2 luglio quando il follonichese era uscito di casa senza più dare notizie ai familiari. Paolo è stato ritrovato alla stazione di Pisa alle 19.30 del giorno dopo. All’epoca venne riportato che si trovava in stato confusionale su una panchina vicino ai binari. Questo racconto non corrisponde a quello del follonichese.
«In realtà non ero in stato confusionale com’è stato scritto sulla stampa – racconta Guarducci – ho avuto due infarti e sono stato salvato dagli agenti della Polfer che a distanza di un mese sono andato a trovare per ringraziarli di avermi salvato la vita». Il cinquantenne racconta di essere andato alla stazione di Piombino quel lunedì pomeriggio per prendere un treno ma di non ricordarsi più nulla da quel momento in poi: si è risvegliato in ospedale, a Cisanello, solo dopo ha capito che cosa era successo. «I medici mi hanno diagnosticato una malattia congenita del cuore, la Sindrome di Brugaria, è stata questa patologia a causare l’episodio, così mi hanno detto – continua – In quelle ore nel mio sangue è confluito troppo ossigeno, non mi ricordo nulla, non so come ho fatto a salire sul treno e scendere alla stazione pisana. Poi, come mi hanno spiegato, a Pisa ho avuto due arresti cardiaci e mi hanno salvato gli agenti della Polfer prima praticandomi il massaggio cardiaco e poi utilizzando il defibrillatore, tenendomi in vita fino all’arrivo dell’ambulanza. Sono stato ricoverato 20 giorni: mi hanno operato e adesso sto bene. Mi premeva ringraziare i poliziotti per l’ottimo lavoro svolto e per la tempestività con cui hanno agito. La Polizia di Stato rappresenta un’eccellenza del nostro Paese e ho voluto personalmente ringraziare chi mi ha salvato la vita».
Quelle tragiche ore di un mese fa i familiari di Paolo erano talmente preoccupati da dare l’allarme sui social e pure durante la trasmissione “Chi l’ha visto”, pensando al peggio. Dopo più di 24 ore la notizia del ritrovamento del follonichese, poi la degenza in ospedale e adesso nuovamente Guarducci racconta di essere tornato a casa e stare meglio. Ha ripreso la sua vita e adesso vuole raccontare la sua verità. «Un conto è dire che ero in stato confusionale, altro è spiegare che stavo per morire. Ringrazio ancora i poliziotti, mi hanno veramente salvato la vita con il loro intervento capace e immediato». —
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