Sicurezza
Mago di Oz: stop musica e balli Ma è polemica dopo il blitz
Sedici tra finanzieri, agenti della Municipale e personale Siae alla festa lgbt La titolare: «Siamo in regola, pronti a denunciare i loro modi». Il caso di un bimbo
grosseto
Dodici finanzieri in borghese, due agenti della Municipale, due funzionari della Siae arrivati nel bel mezzo di una festa a bordo di tre auto. E lì rimasti a lungo per controlli a tutto campo, dal personale alle autorizzazioni, dalle strutture agli scontrini. Non è passato inosservato il blitz delle primissime ore dello scorso 29 luglio al ristorante Il Mago di Oz, sulla strada San Rocco, tra Grosseto e Principina terra. E non è passato senza conseguenze, per l’attività e per i clienti.
La sera tra il 28 e il 29 luglio Il Mago di Oz ospitava sotto il gazebo e in giardino la serata lgbt “Bomboloni”.
Al locale la Municipale ha contestato di non avere l’autorizzazione a fare musica e a far ballare i clienti. Al momento del controllo (l’ordinanza poi emanata dal Comune lo fissa alle 1,20 del 29) sarebbe stata accertata l’emissione di ricevute fiscali in favore di 110 clienti. Nel mirino anche il gazebo: per il Comune non sarebbe autorizzato né agibile.
Così il 2 agosto il Comune ha emesso un’ordinanza dirigenziale che impone al Mago di Oz di cessare le attività di musica e danza. Restano regolarmente aperti, invece, il ristorante e le altre attività diverse da balli e musica.
Si difende, però, la titolare, Erika Verrengia. «Abbiamo tutte le autorizzazioni per spettacoli entro le cento persone – spiega –. Le questioni burocratiche legate alla fonometria e agli altri aspetti ce le cura un ufficio tecnico che ha regolarmente inviato tutto al Comune. Gli agenti non avevano un misuratore di persone quindi non vedo come possano affermare che ce ne fossero dieci in più». Quanto al gazebo, «è lì da sempre, mai stato contestato», aggiunge. Verrengia si dice intenzionata a presentare ricorso contro le contestazioni di tipo amministrativo mosse dal Comune. Ma non solo.
«Quello che davvero non va bene – dice – è il modo in cui hanno fatto irruzione, controllando chiunque avesse la maglietta stampata per l’occasione e che indossavano tutti». Chi era presente parla di un clima di festa e allegria d’improvviso carico di tensione, con sedici persone a controllarne un centinaio.
«Non sono questi i modi – conclude – perciò stiamo preparando un esposto alla Procura». Ma c’è di più.
I genitori di bambino di 12 anni, lì con la famiglia, denunciano un presunto strattonamento del figlio da parte di un agente della Municipale e una serie di domande incalzanti che avrebbero così impaurito il piccolo da convincere i genitori a portarlo al pronto soccorso e poi a farlo visitare da un pediatra, perché continuava a essere sotto choc e a non dormire. I genitori sono intenzionati a sporgere denuncia. L’assessore alla Municipale Fausto Turbanti, contattato dal Tirreno, non commenta l’episodio ma spiega che sono in corso accertamenti su quanto è effettivamente accaduto. —
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