La protesta
Controproposta dell’Ato: la Regione si confronti col comitato di monitoraggio
L’intenzione è scongiurare il potere assoluto della giunta nella destinazione delle tonnellate di spazzatura che devono essere bruciate
GROSSETO
Nessun potere assoluto, ma l’obbligo di confronto della giunta regionale con un comitato di monitoraggio che avrà il compito di vagliare le richieste delle Ato non autosufficienti per trasferire alle altre quantitativi di rifiuti da smaltire e la capacità di quest’ultime di poter recepire tale quantitativo.
È la controproposta dell’Ato Toscana Sud alla Regione, una contromossa rispetto alla proposta di conferire a sé il potere di decidere dove distribuire i rifiuti fra i tre ambiti toscani. Controproposta che non a caso viene dal Sud, visto che stando agli ultimi dati disponibili (2016) delle 278mila tonnellate annue destinate all’incenerimento la maggior parte è finita tra Poggibonsi e Arezzo. Una tendenza che ha allarmato subito i sindaci della Bassa Toscana, compresi quelli maremmani, vista l’imminente riapertura dell’inceneritore di Scarlino. Il polverone è esploso circa dieci giorni fa, quando è arrivata la notizia della proposta di legge, pensata proprio perché l’Ato Centro, quello fiorentino, non è in grado di smaltire i propri rifiuti per mancanza di impianti. I sindaci del sud sono corsi subito sulle barricate ed è toccato alla Commissione Ambiente della Regione il ruolo di mediatore, pronta ad accogliere le richieste dei territori, formulate nella riunione di mercoledì ad Arezzo. «Una proposta finalizzata ad affrontare i fabbisogni di collocamento dei rifiuti eccedenti prodotti da Ato Centro – spiega l’Ato Sud - senza però pregiudicare le competenze istituzionali dei Comuni e delle Ato che li rappresentano».
Il ruolo dei territori deve quindi restare, attraverso un comitato di monitoraggio di cui farà parte l’assessorato regionale competente e le Ato stesse, con il compito di vagliare i trasferimenti di rifiuti nelle varie aree della Toscana. Un punto fermo che mira a sgomberare il campo dallo spettro della possibilità che la zona Sud debba farsi carico della gran parte dei rifiuti fiorentini. Spettro che si aggira molto nella parte settentrionale della Maremma, dove la stessa giunta regionale deve decidere se rilasciare nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino. —
ALFREDO FAETTI
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