Sicurezza
Ai “raccoglitori di briciole” una mano dai bar
La Ronda della carità, che assiste i senzatetto, riceverà parte dell’incasso della festa finale. Ecco cosa fanno i volontari
GROSSETO
Ultimi preparativi per la grande festa di domenica 5 agosto alla palestra LiveLife di Grosseto con l’evento finale del gioco “Il mio bar”. E partecipare ha anche una finalità benefica.
Parte del ricavato della serata sarà infatti devoluto alla Ronda della carità e della solidarietà, la onlus grossetana che dal 1996 si occupa di garantire assistenza alle persone senza fissa dimora attraverso la distribuzione di indumenti, coperte e cibo.
L’associazione presieduta da Marco Borgognoni ha un legame molto speciale con i bar. «Una delle nostre mansioni come volontari è quella che chiamiamo dei “raccoglitori di briciole” – spiega il presidente –. Significa andare dai bar e dagli esercenti che ci regalano l’invenduto della giornata. Per noi questa raccolta è molto importante perché oltre a questo canale possiamo contare sul Banco alimentare e sulle donazioni dei privati cittadini che ci danno somme di denaro per fare la spesa o ci portano direttamente alcuni generi alimentari. Quindi per portare avanti il nostro servizio in strada i bar sono fondamentali e siamo felici e grati che la nostra associazione sia stata scelta come destinataria di parte del ricavato della festa».
L’associazione ha sede in via De Amicis e conta su una ventina di volontari, tra cui molti lavoratori e alcuni pensionati che ricavano un po’ di tempo delle loro giornate per dedicarlo alle attività associative.
«In base alla disponibilità di ciascuno ci distribuiamo i compiti ma siamo tutti intercambiabili – spiega Borgognoni – Andando per ordine si parte con la fase di raccolta dei generi alimentari e degli indumenti, poi c’è la cosiddetta fase di cucina con la preparazione dei pasti, infine la distribuzione che facciamo il martedì e il giovedì iniziando il giro alle 21 con partenza dalla nostra sede».
È qui che avviene l’incontro con chi vive ai margini a cui i volontari della Ronda non offrono solo qualcosa da mangiare e con cui coprirsi ma anche conforto, dialogo e aiuto. Non a caso il simbolo dell’associazione è una mano che tende il suo aiuto all’altra. D’estate il problema di chi vive per strada è meno evidente ma non scompare.
«Sicuramente l’inverno è più drammatico per chi non ha un tetto a causa del gelo – dice Borgognoni – ma anche in questo periodo aiutiamo ogni sera dalle 40 alle 45 persone».
I numeri sono decisamente più bassi rispetto al 2014 che ha fatto registrare il picco con un centinaio di persone assistite ogni sera ma l’attenzione e la dedizione della Ronda non sono calate. E non può essere altrimenti per un’associazione che ha fatto del servizio a chi vive per strada un’autentica missione. —
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