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società della salute 

Il Coeso ha 23 milioni da investire in servizi a sostegno dei cittadini

Stefano Fabbroni
Il Coeso ha 23 milioni da investire in servizi a sostegno dei cittadini

Approvato il bilancio, aumentate le risorse delle tre ex aree Il direttore Boldrini: «È allo studio un piano di gestione»

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GROSSETO

Cambia pelle la struttura del Coeso Società della salute. L’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità la fusione delle tre aree, ormai ex: Grosseto, Amiata e Colline metallifere, finora esistenti, che sono così inglobate in un’unica struttura centrale che ha sede nel capoluogo maremmano. «L’obiettivo – dice il presidente Giacomo Termine – è garantire ai cittadini un servizio efficiente migliorandone la qualità e la tempistica».

La fusione è avvenuta «per inclusione» dopo che un’attenta analisi degli aspetti rilevanti del consorzio ne ha accertato la solidità: l’equilibrio patrimoniale, reddituale e monetario (con un bilancio di 13 milioni di euro derivanti per meno della metà da contributi dei soci e per la gran parte dalla partecipazione ai progetti pubblici e privati statali ed europei oltre ad una compartecipazione degli utenti di quasi 2 milioni di euro), condizioni imprescindibili affinché il soggetto includente potesse assorbire l’area collinare-metallifera (che ha chiuso l’anno con 3 milioni e mezza) e quella amiatina (1 milione e 600 mila euro). I vantaggi? «Rafforzamento dei sistemi informatici ed organizzativi – continua il direttore Fabrizio Boldrini – grazie anche alla partecipazione del volontariato e degli utenti. Con l’unione delle tre aree avremo la possibilità di potenziare ulteriormente i servizi che finora ci hanno permesso di assistere oltre 15mila cittadini: fra questi ricordo i residenziali e domiciliari per i non autosufficienti domiciliari, i diurni per i senza dimora e per coloro che sono maltrattati ed i notturni per le donne costrette alla prostituzione».

L’assemblea dei soci ha anche ratificato il bilancio di previsione per il triennio 2018-2020: previsti 23 milioni di euro annui da investire. «È superiore alla somma dei vecchi bilanci che ammonta a circa 18 milioni e – continuano termine e Boldrini – stiamo studiando un piano di gestione delle risorse da impiegare sempre nei servizi e nei progetti integrati con altre associazioni che ci vedranno coinvolti» . Toccherà inoltre al Collegio dei revisori dei conti vigilare sulla regolarità dei parametri di analisi economica, del bilancio e dell’impiego delle risorse nella nuova area unificata. —





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