Sicurezza
Cambiano le regole «Centri troppo lontani, così poca integrazione»
GAVORRANOPresto il Comune di Gavorrano potrebbe trasformare i propri centri di accoglienza Cas in centri Sprar ma i punti da chiarire sono molti e proprio per questo motivo il sindaco Andrea Biondi...
GAVORRANO
Presto il Comune di Gavorrano potrebbe trasformare i propri centri di accoglienza Cas in centri Sprar ma i punti da chiarire sono molti e proprio per questo motivo il sindaco Andrea Biondi incontrerà questa mattina la prefetta di Grosseto. Dell’argomento si è però discusso anche ieri mattina in consiglio comunale, dove la capogruppo d’opposizione Elisabetta Iacomelli ha manifestato alcune perplessità sui centri già presenti sul territorio: «Ritengo che sia molto difficile controllare i centri di accoglienza migranti lì dove si trovano – ha detto Iacomelli – I Cas potevano stare lì ma la posizione non si addice ai centri Sprar».
Nelle Colline Metallifere fino ad oggi si è sempre parlato di Cas, ovvero di centri di accoglienza straordinaria. Centri che dovevano essere concepiti come strutture temporanee, da aprire solo nel caso in cui si fossero verificati arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti asilo.
Oggi, grazie al finanziamento concesso dal Ministero, per i Comuni delle Colline Metallifere si potrà parlare di Sprar, ovvero di Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Centri che, oltre a fornire vitto e alloggio, dovranno garantire la cosiddetta “seconda accoglienza”, favorendo l’integrazione delle persone già titolari di protezione internazionale. Anche la vicesindaca Francesca Bargiacchi ha convenuto con Iacomelli: «Credo che sia necessario ripensare il posizionamento dei centri di accoglienza perché lì dove si trovano non favoriscono certo l’integrazione». «Per lo Sprar si prevede l’inserimento in società – spiega il sindaco Andrea Biondi – Servono quindi degli edifici con dei requisiti ben precisi». — G.S.
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