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Grosseto

Vai “Ciliegia”, batti il record di velocità La supermoto è partita per il Lago Salato

Gabriele Baldanzi
Vai “Ciliegia”, batti il record di velocità La supermoto è partita per il Lago Salato

Il modello made in Maremma ideato da Dino Romano sarà raggiunto nei prossimi giorni dal team di piloti e specialisti

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GROSSETO

«Ormai è tutto è pronto. La “Ciliegia” è partita da Grosseto qualche giorno fa e la ritroveremo il 3 agosto al nostro arrivo a Los Angeles. È bellissima e noi siamo stanchi, ma carichi». La Ciliegia è la supermoto – ribattezzata anche “Open Eyes Dream” (sogno a occhi aperti) – a cui da mesi sta lavorando, con il suo team, il grossetano Dino Romano, il nostro Burt Munro. Obiettivo: la partecipazione alla Speed Week 2018, in programma dall’11 al 17 agosto a Salt Lake City, nello Utah, per battere il record di velocità terrestre per motori alimentati a gas naturale. Idea nata e sviluppata in Maremma. Una supermoto che ricorda, nelle forme, la Indian de “La grande sfida”.

Il film, reso celebre dall’interpretazione di Anthony Hopkins, ha la stessa trama della storia che vede protagonista Romano, imprenditore grossetano 59enne, l’uomo che ha portato in Maremma, oltre 25 anni fa, le prime Harley e le prime Triumph. «Sono stati 4 mesi di duro lavoro, cambi di programma, ansie», racconta Dino. Dal febbraio scorso – l’ultima volta che Romano incontrò Il Tirreno – a causa dei rigidi regolamenti della Speed Week, la Ciliegia ha cambiato categoria, costringendo ingegneri, meccanici e piloti a rivedere il progetto. «La moto – prosegue Dino Romano – è alimentata a gpl (siamo i primi) e sotto montiamo un motore Mille 4 cilindri, con 240 cavalli. Il record da battere è 239, 760 miglia orarie di media, circa 400 km orari».

E fin qui le note tecniche. Poi c’è il lato umano, perché andare a Bonneville, per gli amanti dei motori, è un po’ come partecipare alle olimpiadi per un atleta: «Siamo nel tempio della velocità e per un appassionato di motori conta solo esserci – sono ancora parole di Romano – ancor di più per noi d’oltre oceano, per i quali l’impegno è veramente al limite se si vuole essere competitivi. Per me si realizza un sogno cullato da una vita, da molto tempo prima del film “La grande sfida”. In una pizzeria, una sera, insieme all’amico Giannalberto, anche lui appassionatissimo di sfide motoristiche, guardando le foto di Don Vesco, di John Rains e dello stesso Burt Munro, parlammo di questa impresa. Ci sembrava imposibile, lontanissima. Giannalberto è scomparso ma il sogno non si è interrotto, anzi è diventato possibile realizzarlo proprio intorno al suo ricordo, cemento per un gruppo di persone speciali».

E così un pezzetto di Maremma, tra una settimana, si trasferirà nello Utah per tentare un record clamoroso, in cui dovranno sposarsi genio e follia. Una moto carenata alimentata a gas propano liquido verrà lanciata al massimo – fino a quasi 400 chilometri orari – sul lago salato tempio mondiale della velocità. Il team prende il nome dalla moto. Si chiama “Open Eyes Dream”, un invito a non smettere mai di sognare, a cercare il piacere della condivisione. «Voglio che ogni elemento del team senta l’aria fendere attraverso la carena e picchiargli sul petto, che uomini e donne avvertano la sensazione che corre lungo la mano del pilota attaccata al manubrio». I piloti sono tre: Domenico Fasanella, Rosaria Fiorentino e lo stesso Dino Romano. Saranno loro ad appostarsi sulla pit lane, a trattenere il fiato in quei minuti in cui il tempo dovrà fermarsi. —

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