Il Tirreno

Grosseto

ambiente e territorio 

Via libera all’inceneritore Firme contro la riapertura

Alfredo Faetti
Via libera all’inceneritore Firme contro la riapertura

Il Comitato lancia la petizione, decine di persone si presentano ai punti di raccolta Gli ambientalisti attaccano la Regione: «Responsabile dei danni alla salute»

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA

È bastato un giorno che già sono state raccolte decine di firme. Una petizione per chiedere alla giunta regionale di non concedere le nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino, nonostante il via libera da parte della conferenza dei servizi.

Un’iniziativa del Comitato del No, pronto a giocarsi l’ultima carta per impedire la riaccensione dei forni: la voce popolare. E vista l’adesione al documento fin dal primo giorno, l’iniziativa sembra destinata a raccogliere consensi. «Autorizzare un nuovo esercizio della Scarlino Energia equivarrebbe a dire che la giunta regionale ritiene idoneo l’impianto nel rispetto delle normative vigenti e coerente con il diritto alla salute della popolazione – si legge in fondo alla petizione – Di ciò se ne assumerebbe, evidentemente, ogni responsabilità».

Una chiusa che arriva dopo un elenco dettagliato di tutte quelle che il comitato ritiene essere le lacune dell’inceneritore. Innanzitutto, «vi sono dati sanitari inquietanti nella popolazione di Follonica e Scarlino: ciò è stabilito anche dai più recenti rapporti dell’Asl, oltre da Isde, nell’ambito del nuovo procedimento autorizzativo». Inoltre, continua la petizione, «gli impianti, anche in base ai dati dell’esercizio 2013-2014, registrati nei rapporti di Arpat, mostrano che i forni producono inquinanti in misura tale da rendere il loro esercizio pericoloso per la salute dei cittadini e dei lavoratori». Così via, punto per punto, il Comitato elenca rischi legati all’inquinamento già presente nell’area industriale del Casone, i dati sullo stato di salute della popolazione, le lacune impiantistiche, riferendosi alla recente relazione del Cnr di Napoli che parla di forni fuori, e ricorda uno stralcio della relazione della commissione d’inchiesta pubblica del 2017, quando dice che «il problema dell’inceneritore è che si tratta di un impianto inidoneo, così come dimostrato da una serie di incidenti tecnici che hanno provocato il rilascio di diossine, creando gravi allarmi sociali». Se questa è la sostanza, la richiesta è alla giunta regionale per non concedere nuove autorizzazioni. E non solo. «In seconda istanza – continua la petizione – si chiede di sospendere il processo autorizzativo fino a quando il Consiglio di Stato non si pronunci definitivamente (verosimilmente a settembre, ndr), considerano che l’attuale Via si innesta sulla precedente in parte annullata dal Tar e oggetto di tale prossima sentenza». Richiesta che il comitato cerca di sostenere a suon di firme, come dimostrano i fogli per le adesioni lasciati a disposizione di chi vorrà aderire in varie attività di Follonica: la libreria Chiti, il ristorante Grotta Follis, il bar Roma e il bar Impero in via Roma, lo studio Serafini in via Bicocchi e al Marine Sports in viale Matteotti. La petizione intanto è arrivata anche nei consigli comunali: in quello di Scarlino prima e in quello di Follonica poi. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web