Il Tirreno

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l’udienza 

Tentativo di omicidio per una sigaretta Scarcerato un indagato

Pierluigi Sposato
Tentativo di omicidio per una sigaretta Scarcerato un indagato

L’aggressione a coltellate avvenne a novembre sulle Mura Arma e ferite: il gip affida a un medico legale una consulenza

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Esce dal carcere Mohamed Hamza Talbi, 23 anni, nazionalità tunisina, finito in cella nel novembre scorso con l’accusa di tentato omicidio, in concorso: tre coltellate al busto di un marocchino di 33 anni, al culmine di una discussione nata per la richiesta di una sigaretta. Era la sera del 5 novembre scorso, Mura medicee, bastione Cavallerizza.

Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna al termine dell’udienza di ieri mattina, nel corso della quale è stato ascoltato nuovamente uno dei testimoni oculari. La ricostruzione ha indotto il gip, su richiesta dell’avvocato Antonella Antonelli di Pisa, a revocare la misura cautelare eseguita il 15 novembre 2017. Non era stato lui a dire la frase «levati il coltello» e comunque le parole del testimone hanno fatto ulteriore luce sull’episodio.

Talbi era stato fermato l’11 a Livorno, con lui anche l’altro presunto autore dell’aggressione, Elyes Ben Saad, 22 anni, anche lui tunisino. Questi resta in carcere. I due erano fuggiti subito dopo l’episodio, ma la squadra mobile si era messa sulle loro tracce anche grazie a immagini di videosorveglianza. I due si erano separati ma si erano ritrovati il 15 a Livorno (Talbi era andato a Firenze) e qui erano stati bloccati dalla polizia.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Ben Saad avrebbe sferrato le tre coltellate (alla base del collo e all’addome) al punto che era stato necessario un intervento chirurgico. Talbi era finito sotto indagine perché avrebbe tenuto fermo il marocchino, da dietro. Per entrambi l’accusa di aver portato abusivamente fuori da casa un coltello a scatto.

Il procedimento (giudizio immediato) era giunto alla fase della definizione ma il gip ha ritenuto opportuno affidare a un perito la valutazione clinica sulle ferite della vittima. Così ieri mattina il dottor Mezzaluna ha incaricato il medico legale Roberto Martini: questi dovrà cercare di stabilire il tipo di arma usato e se le ferite riportate siano state tali da poter causare il decesso della parte offesa; e comunque se quest’ultima sia mai stata in pericolo di vita. L’esperto avrà due mesi di tempo per consegnare la relazione ma la prossima udienza non potrà tenersi prima di dicembre, a causa di impegni del magistrato. —

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