Il Tirreno

Grosseto

PRINCIPINa A MARE: luci e ombre

Lavori pubblici nei terreni privati è polemica per la rivoluzione a led

Elisabetta Giorgi
Lavori pubblici nei terreni privati è polemica per la rivoluzione a led

I condòmini lamentano che le ruspe sono entrate «senza permesso». Sistema: «Pubblica utilità e opere a regola d’arte»

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PRINCIPINA

Nuova luce a Principina, ma con qualche ombra. Nella frazione si sono conclusi i lavori per rinnovare l’illuminazione pubblica e sostituire i vecchi lampioni con un moderno impianto a led (oltre 600mila euro). Tutto bene se non fosse che – come lamentano alcuni condòmini del Maremaremma in via delle Arselle – la ditta che lavora per conto di Sistema (società del Comune) è entrata nella proprietà privata senza aver chiesto il permesso né aver ottenuto l’imposizione di una servitù di elettrodotto. Infuriati di fronte ai segni dello scasso, alcuni abitanti hanno chiesto spiegazione all’ente, che ha giustificato con la pubblica utilità.



I nervi sono tesi per le modalità. «Gli operai sono passati dentro con un mezzo meccanico – indicano due abitanti mostrando la palizzata d’ingresso al cortile che (dicono) sarebbe stata in parte rimossa per i lavori – e si sono fatti strada per decine di metri, senza chiedere il permesso a nessuno. Ma chi controlla?». A sentire alcuni condomini anche il materiale tolto dalla strada sarebbe stato «buttato qua fuori, ai bordi della strada» (lo indicano).



La società ha risposto con una lettera in cui riporta sì ce la ditta ha fatto lo scavo nella proprietà privata. A supporto del tutto invoca un Regio decreto del 1933 che giustifica il tutto con ragioni di pubblica utilità. E in ogni modo sostiene di aver fatto i lavori a regola d’arte. «In effetti – scrive la società comunale – come da progetto la ditta esecutrice ha fatto uno scavo nella vostra proprietà; tale intervento si è reso necessario poiché sulla porzione di terreno erano già presenti sia la cabina elettrica sia il quadro di comando e protezione del vecchio impianto, che interessa anche il tratto di passeggiata che collega il campeggio fino al mare, ad oggi buio. Pertanto l’iniziativa è supportata dalla pubblica utilità dell’intervento, già evidenziata dalla presenza nella zona di una cabina dell’Enel e del quadro elettrico del vecchio impianto». Sistema cita il Regio decreto dell’11 dicembre 1933, numero 1775 che all’articolo 119 stabilisce che «ogni proprietario è tenuto a dare passaggio ai suoi fondi alle condutture aeree o sotterranee che esegua chi ne abbia ottenuto permanentemente o temporaneamente l’autorizzazione dall’autorità competente, e la fattispecie in questione pare rientrare a pieno titolo in questa previsione normativa».



I condomini non sono convinti. Come riferisce uno di loro, qualora la società fosse titolare della facoltà di far passare su terreni privati le proprie linee elettriche, essa non poteva procedere automaticamente prescindendo dai diritti di privata proprietà. Avrebbe dovuto interpellare i privati o in mancanza d’accordo attivare le procedure coattive imponendo la servitù pubblica. Così non è per Sistema. «Quando il Comune ha ceduto quell’area e costruito il residence - chiude - ha comunicato che su quell’area c’era la servitù pubblica». —



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