Il Tirreno

Grosseto

Multato a tempo di record mentre cerca un parcometro

Andrea Capitani
Multato a tempo di record mentre cerca un parcometro

Porto Ercole, turista con il figlio disabile va a comprare il ticket per l’auto in sosta. Al ritorno la sorpresa: sul parabrezza c’è già il verbale degli ausiliari del traffico

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ARGENTARIO. «Multato sullo stallo blu mentre cercavo il parcometro». Racconta la vicenda Marcelo Adolfo Poblete, giornalista bresciano di Quattroruote, che scrive per segnalare un fatto avvenuto a Porto Ercole domenica 22 luglio, sul lungomare Andrea Doria.

Lui, all’Argentario per passare qualche giorno di relax, ha parcheggiato l’auto di fronte a un ristorante, andando a cercare un parcometro insieme al figlio invalido. Al suo ritorno, però, sul parabrezza ha trovato un verbale di 28 euro, emesso da uno degli ausiliari del traffico incaricati dalla ditta Tmt srl, società napoletana che gestisce il servizio degli stalli blu sul promontorio.

«Premetto che la mia vettura espone un tagliando rilasciato dal Comune di Rovato dove risiedo – spiega – per l’invalidità del 100% di mio figlio minore, che ha un grave deficit visivo. Sono giunto in auto sul lungomare Andrea Doria in compagnia di mio figlio e mi sono messo in cerca di un parcheggio, ma purtroppo tutti i posti riservati erano occupati, alcuni anche da vetture senza alcun tagliando esposto. Dunque noto un posto libero con strisce blu all’altezza di un ristorante e, dopo aver sostato, sono sceso alla ricerca di una colonnina per il pagamento. Chiaramente non potevo lasciare in auto da solo mio figlio, dunque siamo andati a cercare il parcometro. Ma non ne ho trovato nessuno, sono tornato indietro sperando nella presenza nella parte opposta, ma con grande sorpresa ho notato sul parabrezza un verbale. Ritengo che siano passati più o meno 1 o 2 minuti, del resto con mio figlio non potevo certo correre».

Secondo lui non c’è stato il tempo di pagare il ticket. «Il verbale è stato scritto in maniera frettolosa – racconta ancora – tanto che risulta incompleto in alcune parti, come se il verbalizzante avesse avuto particolare fretta, come del resto è stato. Irritato sono andato alla ricerca di un vigile per spiegare e avere spiegazioni e ho notato che dalla parte opposta è presente, in un angolo poco in vista, la colonnina per il pagamento: in pratica sono andato dalla parte sbagliata. Avrei anche fatto finta di nulla, ma quando ho letto il verbale mi sono parecchio alterato, soprattutto perché è presente una scritta che riporta: “no easy park. esp. tagl. inv. non visibile”. Il tagliando è perfettamente visibile in ogni sua parte, compreso il bollo, i dati e il Comune che lo ha emesso. La multa è stata fatta dagli ausiliari del traffico che fanno capo alla loro cooperativa, dunque o lo trovo per far cancellare il verbale oppure si deve pagare la sanzione in forma ridotta. Ho deciso di pagare il verbale, ma per principio ho voluto scrivere due righe sul retro del tagliando all’indirizzo dell’ausiliario verbalizzante, che ha agito in maniera sconcertante. Io non so se ha fatto così perché chiamato da qualcuno, oppure ha avuto rabbia o invidia per la mia vettura nuova. Sta di fatto che chi svolge un ruolo di controllo dovrebbe avere un po’ di preparazione, ma soprattutto non scrivere giustificazioni mendaci».

Da qui il motivo della segnalazione «per questa piccola storia di prepotenza, non certo per un danno monetario; 28 euro non mi fanno né più ricco né più povero, ma non si può sopportare che un diritto di mio figlio sia messo in discussione per, magari, completare obiettivi numerici di verbali o per assecondare un’eventuale segnalazione di qualche persona.


 

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