Il Tirreno

Grosseto

il riconoscimento 

Mattarella nomina commendatore il ferroviere socialista

GABRIELE BALDANZI
Mattarella nomina commendatore il ferroviere socialista

Learco Borghi è stato caporeparto e ora guida il Dopolavoro Padre dell’ex vicesindaco, non ha mai smesso di impegnarsi

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Learco Borghi è stato nominato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Commendatore dell’ordine “al merito della Repubblica italiana”, onorificenza che gli verrà consegnata dal prefetto Cinzia Torraco.

Borghi, nativo di Asciano, è in pensione da vent’anni, ma non ha mai smesso di impegnarsi per la comunità.

Conosciutissimo in città, è stato dipendente dell’Ente Ferrovie dello Stato dal 1954 al 1998, prima di concludere la carriera come caporeparto territoriale di Rfi, cioè il massimo livello lavorativo possibile.

«Sono arrivato a Grosseto nel 1967 – racconta – quando entrai nei ruoli delle Ferrovie dello Stato come assistente di stazione, assegnato appunto alla stazione del capoluogo maremmano. Questa è diventata la mia città, qui ho messo su famiglia e conosciuto tante persone speciali».

Nel 1988 Borghi fu promosso a caposettore (con incarico di caporeparto movimento di Rfi) con la titolarità delle stazioni di Grosseto, Piombino e Campiglia Marittima. «Gestivo centinaia di persone e tutta la rete ferroviaria della direttrice Tirrenica, da Orbetello a Livorno. Una grande soddisfazione, ma anche responsabilità». Borghi ha sempre avuto la passione per la politica, trasmessa poi al figlio Paolo, ex vicesindaco della città. Prima di lasciare strada al figlio era stato consigliere comunale dal 1992 al 1993 e poi dal 1993 al 1997 per il partito socialista. L’ultimo diploma di onorificenza si aggiunge al cavalierato (assegnatogli dal presidente del consiglio Giovanni Spadolini nel 1982), alla nomina di Ufficiale della Repubblica (ottenuta nel 1992 da Giuliano Amato) e alla “Stella al merito del Lavoro” (Lamberto Dini, 1998). Dal 1997 Borghi è presidente dell’ente assistenziale “Dopolavoro Ferroviario Grosseto”, emanazione del Dopolavoro Ferroviario nazionale. Proprio in questa veste ha ricevuto la nomina a commendatore. «Con il Dopolavoro, da più di vent’anni cerchiamo di offrire benessere sociale e culturale al personale che opera nell’ambito delle Ferrovie dello Stato e ai familiari, anche una volta raggiunta la pensione. Aderiscono all’associazione anche cittadini esterni che però non hanno diritto di voto. In Maremma abbiamo circa 1.800 soci, suddivisi tra le province di Grosseto e Livorno». —

GABRIELE BALDANZI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa