Vincoli e competenze: per la pineta ordinanza impossibile
Finita l’era del “bosco bruciato, bosco tagliato”: su roghi e procedure l'occhio vigile dei carabinieri forestali
MARINA DI GROSSETO. L’anno scorso con un’ordinanza il Comune di Grosseto impose ai proprietari di lotti di pineta di pulire il sottobosco per prevenire incendi. Perché non fare anche per via dei Platani a Marina di Grosseto un’ordinanza per sistemare la parte di pineta bruciata, come fu fatto nel 2012 dopo il più grosso incendio, sempre su quella via?
Dal Comune spiegano che per i pini bruciati nel 2017 non sono stati attivati provvedimenti verso il proprietario della pineta perché, in realtà, la competenza sulle zone a vincolo idrogeologico, quali sono boschi e pinete, è dell’Unione dei comuni Colline Metallifere, che l’ha ereditata dalla Provincia. Comuni e Regione possono solo stilare linee guida.
Insomma, è finita l’era del “bosco bruciato, bosco tagliato”, quando dopo un incendio si ordinava di abbattere le piante carbonizzate. E la ragione è comprensibile: evitare le speculazioni. D’altro canto sugli incendi, e anche sulle procedure attuate dagli enti, è sempre ben spalancato l’occhio dei carabinieri forestali.
Nel caso di via dei Platani, il marciapiede segna il confine tra la zona urbana, dove un pino si può anche tagliare, se c’è necessità, e quella boschiva, dove valgono le più stringenti norme per i boschi. In questo caso, per abbattere i pini bruciati occorre che il proprietario faccia domanda di bonifica. Cosa, a quanto pare, non avvenuta. L’altra ragione può essere la pericolosità del sito. Che però, abbattuti i pini sulla strada, non risulta esser stata segnalata in occasione del sopralluogo della protezione civile fatto dopo l’incendio. —
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