Sicurezza
La piazza non è ancora passata al Comune e Arcimboldo è al palo
Dopo 9 mesi l’imprenditore non può realizzare il déhors L’ente pubblico sta aspettando un parere dal Demanio
GROSSETO
Gazebo al palo: la burocrazia continua a regnare sovrana. L’iter dei déhors a servizio degli imprenditori grossetani non vede la fine. Annaspano, tra gli altri, due dei principali locali cittadini per i quali già un anno fa è stato aggiudicato il bando comunale che assegnava la concessione del gazebo: Arcimboldo in piazza Tripoli e lo Chalet di piazza del Popolo (v. articolo sotto: qui qualcosa si muove, dopo mesi).
La situazione più ingarbugliata è per Arcimboldo di Stefano Franceschelli in piazza Tripoli, che vive una storia particolare. Qua, a parte le lentezze del bando, l’iter si è stoppato perché in sede d’aggiudicazione della gara comunale a ottobre 2017 si è “scoperto” che piazza Tripoli era in parte privata. Il 14 maggio scorso il Comune ha annunciato d’aver risolto il problema “acquisendo” l’area dopo una trattativa con i privati: il consiglio ha deliberato all’unanimità l’acquisizione del diritto di superficie. Lo stesso l’ente ha allegato all’atto del consiglio “una bozza d’atto” che cristallizza i rapporti tra le parti specificando che sarebbe stata «sottoscritta alla presenza di un notaio». Era maggio. Siamo a luglio e in piazza Tripoli, a due mesi da dall’atto deliberativo e dall’annuncio in cui si diceva che la situazione era sbrogliata, nulla si è mosso: nessun lavoro in vista. La domanda è se la piazza sia “passata” davvero dai privati al Comune, o no.
A quanto risulta oggi, i privati proprietari dell’area non sono ancora stati convocati dal Comune nello studio notarile, pur essendo tutti già pronti per firmare l’accordo. Perché tanto ritardo? Il titolare di Arcimboldo, da tempo esasperato, taglia corto: «Pare manchino ancora autorizzazioni dal Comune...». Ed è vero. Lo spiega l’assessore al patrimonio Riccardo Megale.
Manca l’ok del Demanio. «In quell’area – dice - noi aspettiamo la perizia di congruità del prezzo da parte del Demanio regionale, il quale anche su nostre sollecitazioni ci aveva garantito che entro luglio l’avrebbe portato come ordine del giorno in commissione. Abbiamo fatto una stima dell’area, il Demanio deve riconoscere che la stima è congrua. Stiamo aspettando. Finché non c’è la congruità non si può andare dal notaio». Nonostante l’ok del consiglio e l’annuncio del Comune, insomma, la piazza non è ancora formalmente passata all’ente pubblico. E dunque ancora niente lavori. —
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